Libri di Stefano Esengrini
Bibliografia di Stefano Esengrini: tutti i libri in vendita online Filosofia: estetica
Lo spazio dell'opera Esengrini Stefano - Morcelliana, 2018 - Estetica
Superare la concezione metafisica dell'arte in quanto «estetica» e favorire un ascolto dell'opera capace di trasfigurare il senso del soggiorno dell'uomo sulla terra: è la prospettiva in cui si pone questo libro, sulla scorta della rivoluzione inaugurata dal pensiero di Martin Heidegger. L'opera d'arte, lungi dall'occupare uno spazio dato in anticipo, si distingue da ogni altro essente per la singolare capacità di lasciar apparire e configurare lo spazio entro cui avvengono e si fanno incontro le cose che danno forma al mondo in cui abitiamo. In questo orizzonte essa - sia pittorica (Braque e Matisse), scultorea (Giacometti, D. Smith, Brancusi, Chillida e Caro) o architettonica (Le Corbusier) - non si limita a riprodurre la realtà che sta di contro alla stregua di un «oggetto», ma inventa ogni giorno una possibilità di mondo, concedendo a ciascuno un incontro rinnovato e di intatto vigore con quel che accade.
L'arte è origine. Ritmo, tempo, silenzio Esengrini Stefano - Pearson, 2022 - Papers
L'arte è una consacrazione e un luogo protetto, in cui l'esistente dona all'uomo ogni volta in modo nuovo il proprio sino a quel momento recondito splendore, affinché in tale chiarore egli possa vedere più nitidamente e ascoltare in modo più distinto ciò che si destina al suo essere.» Così si esprimeva Martin Heidegger nelle battute iniziali di un suo saggio degli anni Cinquanta, in cui il filosofo tedesco si proponeva di risvegliare l'attenzione dell'uomo occidentale nei confronti della differenza abissale che sussiste tra il sapere scientifico e quello spirito meditativo che sta a fondamento del pensiero, nonché dell'esperienza poetica dell'arte. In anticipo rispetto a ogni calcolo e alla sua capacità di pianificare il reale, ecco schiudersi una dimensione in cui il mondo si fa incontro, inaugurando la possibilità per l'uomo di un soggiorno improntato all'ascolto e al ringraziamento. Entro un simile spazio e tempo di apparizione il pensatore e l'artista sono allora chiamati a dare un nome e una forma a un evento che segna l'istante d'inizio di un cammino con cui ciascuno fa fronte al proprio destino all'interno di un orizzonte di senso a tutti comune. Al fenomeno dell'essere che il pensatore si incarica di mostrare, risponde la "parola" con cui il poeta nomina quell'elemento di integrità che pone l'uomo dinanzi agli dei entro il reciproco richiamarsi di terra e cielo. A loro modo il pensiero e il canto rendono omaggio a ciò che tutto concede, rendendo trasparente il dono primigenio dell'essere e interpretandolo in modo inaudito secondo affinità sempre più segrete. Ora, che cosa si prepara in questa "seconda" origine che è l'arte?
Dal silenzio l'immagine. Braque Chardin Cézanne Tobey Esengrini Stefano - Mondadori Bruno, 2015 - Ricerca
La pittura, forma eminente di quelle che vengono oggi qualificate come "arti visive", appare come l'ambito naturalmente riservato alla dimensione visuale e trova nella raffigurazione di un'immagine il proprio compimento. L'occhio, tuttavia, per poter vedere, deve aver innanzitutto instaurato un contatto con la realtà grazie all'ascolto. L'occhio, infatti, guarda, ossia porge l'orecchio e ascolta, entrando in risonanza con uno spazio che si rivela nella modalità del vuoto o, più precisamente, del silenzio. L'origine della pittura risiede pertanto in una disposizione capace di accorgersi dell'apparente evidenza con cui l'immagine sa restituire il mondo nel suo mostrarsi. È dunque necessario ripensare l'atto del dipingere e avvertire il tratto nascosto che sostiene e intona da cima a fondo l'opera d'arte, ora indice di una verità che non si riduce a imitare ciò che si trova dinanzi, ma che risponde in eco al silenzio quale luogo da cui può generarsi il suo offrirsi in presenza. Scriveva Georges Braque: "Raggiungere quell'alto silenzio in cui non si sente più neanche la musica poiché essa è silenzio, raggiungere il muto fervore dello spazio".