Libri di Rolando Fabrini
Bibliografia di Rolando Fabrini: tutti i libri in vendita online Italia
Felice Orsini 1819-1858 Fabrini Rolando - Sensibili Alle Foglie, 2015
La vita di Felice Orsini (1819 - 1858) attraverso lo studio delle sue epistole e delle principali fonti secondarie, dalle quali emerge una profonda avversione sia verso i poteri dominanti la scena italiana, soprattutto quello pontificio, sia verso i fallimentari metodi dei rivoluzionari democratico-repubblicani, divisi da antagonismi, dissidi e ambizioni personali. La sua è una posizione di "romantico" rifiuto delle diverse "guide" politiche e ideologiche dei moti risorgimentali. Il tragico attentato a Napoleone III, che pose fine alla sua esistenza e attività rivoluzionaria, si spiega come elemento determinante: se l'attentato fosse riuscito secondo i piani, vi sarebbe stato un cambiamento del regime "dispotico" francese in quello di una repubblica democratica, con auspicati sconvolgimenti dell'assetto europeo in fasi successive. L'epilogo di tale impresa temeraria e di stampo romanticamente individualistico denota, fra l'altro, il contrasto stridente fra una visione "dottrinaria" piuttosto ingenua da un lato, e la concreta realtà storica del momento dall'altro.
Gramsci e il Risorgimento Fabrini Rolando - Sensibili Alle Foglie, 2018
L'analisi gramsciana va alla ricerca dei diversi fattori che hanno contribuito, tutti insieme, a determinare, nella seconda metà dell'Ottocento, il Risorgimento italiano come "un processo storico complesso e contraddittorio, che risulta integrale in tutti i suoi elementi antitetici". Gramsci riconosce, nel cosiddetto "potere d'attrazione" dei moderati sui democratici, un'accorta "egemonia", per la quale muove critiche al Partito d'Azione per non avere saputo opporre, all'omogeneità spontanea dei gruppi moderati, l'organizzazione di un grande movimento popolare di massa. La soluzione nazionale unitaria avrebbe realizzato, secondo la visione gramsciana, un'iniziale promozione e modernizzazione del paese, ma avrebbe portato alla deteriore prassi del "trasformismo" in termini di metodologia procedurale per conservare nel tempo, il più a lungo possibile, il potere delle classi borghesi moderate. L'unità nazionale, inoltre, non risolve la "questione meridionale", che resterà "uno squilibrio e una contraddizione che erano nati dall'incapacità delle forze dirigenti risorgimentali di affrontare e risolvere la questione contadina".
Il sacco di Genova. 1849 Fabrini Rolando - Sensibili Alle Foglie, 2014
L'armistizio di Vignale (23 marzo 1849) aveva suscitato sconcerto e, soprattutto, indignazione presso larga parte dei patrioti genovesi. Inoltre, circolavano voci e sospetti che, in base a clausole segrete dell'armistizio, la cittadella di Alessandria come pure le varie fortezze di Genova sarebbero state provvisoriamente occupate da guarnigioni austriache. Fu proprio in tali circostanze che ebbero luogo, a Genova, i moti popolari dell'aprile del 1849, durante i quali la popolazione insorse, conquistando provvisoriamente il potere, subendo, infine, la terribile repressione dei militari comandati dal Generale La Marmora.