Libri di Rinaldo Fabris
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Gesù e la samaritana. Episodio di Gv 4,1-42 in prospettiva vocazionale Fabris Rinaldo - Rogate, 2011 - Bibbia E Vocazione
La domanda che domina l'episodio della samaritana è centrata sulla scoperta del "dono di Dio". Le parole che Gesù rivolge alla donna di Samaria contengono, insieme, l'annuncio del mistero e la dinamica della risposta vocazionale. Il dono di Dio da "conoscere" si collega al bisogno della persona di "entrare" nel progetto di amore che il Padre ha riservato per coloro che si lasciano illuminare dalla sua Parola: Gesù Cristo. In questo senso il dialogo tra Gesù e la donna samaritana acquista una notevole valenza vocazionale. E la scena finale della samaritana che corre a raccontare il suo incontro trasformante con il Messia, pone in evidenza la relazione tra vocazione e missione. Lasciando il doloroso "passato", la donna corre verso la sua dimora con il "futuro" nel cuore.
Li amò sino all'estremo. Lectio divina sul vangelo di Giovanni Fabris Rinaldo Cavallo O. (Cur.) - Paoline Editoriale Libri, 2008 - Scrutate Le Scritture
Il testo si presenta come una lettura di alcune pagine del Vangelo di Giovanni, fondate sulla esegesi scientifica del testo: il dialogo tra Gesù e Simon Pietro, a conclusione del dibattito sul pane di vita nella sinagoga di Cafarnao, traccia le coordinate per un incontro fruttuoso con la parola di Dio, diventata visibile in Gesù Cristo. Per avviare questa esperienza di incontro sono proposti sette testi del Vangelo di Giovanni, dove in modo paradigmatico si intravede il percorso che va dalla ricerca iniziale alla piena comunione di fede. Nella pagina del prologo, si contempla il dramma della Parola che viene da Dio ed entra nella storia umana. Il dialogo tra Gesù e la donna di Samaria attorno al pozzo di Sichar porta allo scoperto il desiderio che alimenta ogni ricerca umana: la sete di amore che è desiderio di vita; con l'immagine del pane da mangiare si ricostruisce il dinamismo della vita continuamente sfidata dalla precarietà e minacciata dalla morte. Con l'immagine della luce si legge la domanda di vita sotto la prospettiva del dono. Acqua, pane, luce sono metafore del desiderio di vita contrastato dal limite e dalla morte. Gesù fa esperienza della sua morte attraverso il volto angosciato di Marta e le lacrime di Maria per la morte del fratello. Nella morte dell'amico Lazzaro egli intravede la possibilità di attraversarla donando la vita per i suoi amici. Nella cena finale, con il gesto di lavare i piedi Gesù accoglie i discepoli come ospiti alla mensa dell'amore. Solo dopo il suo passaggio da questo mondo al Padre essi potranno incontrarlo e riconoscerlo come il Signore che dona lo Spirito per una nuova vita.