Libri di Angelo Fabrizi
Bibliografia di Angelo Fabrizi: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1500 al 1800
Fra lingua e letteratura. Da Algarotti ad Alfieri Fabrizi Angelo - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2008 - Biblioteca Del Xviii Secolo
Fra lingua e letteratura. Da Algarotti ad Alfieri - Edizioni di Storia e Letteratura
Rileggere Alfieri Fabrizi Angelo - Aracne, 2014 - Oggetti E Soggetti
Il volume raccoglie quindici studi su Alfieri, già pubblicati tra il 1998 e il 2001, riveduti e aggiornati. Nella prima parte si offrono indagini dedicate a momenti biografici, alla formazione culturale giovanile, agli interessi musicali. Nella seconda parte seguono saggi su alcune tragedie, sul misogallismo, sul culto dei classici, su Alfieri epistolografo. Ne emerge un intellettuale dalle relazioni umane ricche, di vasti interessi, di curiosità inesausta, capace di raggiungere vertici di poesia, e ben diverso dal personaggio isolato, riservato e chiuso al mondo esterno, quale si è talora voluto figurare.
Che ho a che fare io con gli schiavi? Gobetti e Alfieri Fabrizi Angelo - Società Editrice Fiorentina, 2007 - Biblioteca Di Letteratura
Nella folgorante, intensissima, e purtroppo breve, esperienza intellettuale di Piero Gobetti l'eredità ideale di Vittorio Alfieri fu e resta un elemento privilegiato. La riproposta di Alfieri come esponente del "liberalismo immanentistico", ovvero laico e privo di condizionamenti confessionali, si inseriva nella attenzione di Piero al Settecento, all'Illuminismo, e nella sua aspirazione ad aprire la cultura italiana a quella europea. Piero tenne Alfieri come autore eminente della nostra letteratura (da lui però riletta con attenzione specifica a sue elevate motivazioni civili e politiche). Questo volume considera due aspetti dell'alfierismo gobettiano: la fondazione di una nuova critica alfieriana (che annovererà poi i nomi di Mario Fubini, Luigi Russo, Walter Binni, Natalino Sapegno, e attraverso questi, dei loro allievi e prosecutori) e la storia del motto greco - Che ho a che fare io con gli schiavi? - che, tratto da una lettera di Alfieri del 1801, fregerà le edizioni gobettiane dalla fine del 1923 fino al 1929. Molti si sono posti il problema della sua origine. Esso (qui si intende mostrare) non fu suggerito da nessuno scrittore greco antico, ma fu creazione alfieriana, nata dagli studi di greco e dagli spiriti misogallici del maturo poeta.