Libri di Cur Fadda
Bibliografia di Cur Fadda: tutti i libri in vendita online Storia dell’arte: stili artistici
The Teaching Tree. Muhannad Shono. La Biennale di Venezia. 59. Esposizione Internazionale d'Arte. National Pavillon of Saudi Arabia. Ediz. inglese e araba Fadda R. (Cur.) - Electa, 2023 - Fuori Collana
The Teaching Tree è una scultura cinetica di Muhannad Shono realizzata per il Padiglione Arabia Saudita alla Biennale di Venezia (23 aprile - 27 novembre 2022), a cura di Reem Fadda. Composta da centinaia di foglie di palma intrecciate e poi dipinte di nero, l'opera ha le sembianze di un enorme corpo piumato, allusione alla forza della natura, fonte inesauribile di mutevolezza e rinascita. L'indagine dell'artista, infatti, è radicata proprio nella forza ancestrale della Natura, nel suo potenziale creativo e al contempo distruttivo. The Teaching Tree è una manifestazione dell'irrefrenabile spirito creativo: l'incarnazione di un'immaginazione vivente, che cresce nonostante gli insegnamenti che cercano di abbatterla. Qualsiasi restrizione alla mente umana crea solo un terreno fertile per forme di espressione più forti e resilienti. Il catalogo documenta l'installazione con suggestive fotografie e, più in generale, permette di conoscere l'opera di Shono attraverso saggi critici e un'intervista all'artista. I contributi approfondiscono alcuni aspetti caratterizzanti dell'opera, come l'impiego del colore nero, l'utilizzo della linea, il riferimento a figure storiche e mitologiche e il ricorso alla tecnologia, nonché l'idea di giardino come luogo creativo. Muhannad Shono è un artista visuale originario dell'Arabia Saudita. Le sue opere si caratterizzano per un approccio multidisciplinare e dalla sua caratteristica di sfruttare il potere della narrativa per mettere in discussione alcune verità personali, storiche e collettive. La lunga storia di migrazione e repressione della sua famiglia ha definito il suo rapporto con lo spazio e con il concetto di libertà espressiva. Col suo lavoro ha provato quindi a rispondere a queste rigide condizioni creando mondi nuovi e spingendo al limite le potenzialità dell'immaginazione. Shono ha sviluppato il proprio vocabolario visivo e uno stile inimitabile, versatile e disinibito. Le sue opere sono state presentate in tutto il mondo: dai disegni intimi, alle opere scultoree su larga scala, fino a pezzi robotici e tecnologici.
Percorsi del collezionismo. Le tappe di una raccolta: da Mantegna a Natalija Goncarova. Ediz. illustrata Fadda E. (Cur.) Muzzi A. (Cur.) - Le Lettere, 2012 -
Nella prima sala, una serie significativa di lavori del Cinquecento, secolo cruciale nella codificazione del disegno. In esposizione dieci fogli di grande bellezza: una tempera a grisaille derivata da una celebre incisione di Andrea Mantegna, un disegno a matita rossa del Parmigianino, un foglio puntinato del fiammingo Jan Van Scorel che si cimenta con Raffaello, precisamente soffitto della Stanza della Segnatura; una straordinaria miniatura di Biagio Pupini perfettamente compiuta da sembrare fine a se stessa, e poi i disegni degli "emiliani": Girolamo da Carpi, Girolamo Mirola e Joos van Winghe, un pittore fiammingo che collaborò con Jacopo Bertoja; e ancora due grandi disegni dell'Andreani e di Karel Van Mander, probabilmente preparatori alla tecnica della stampa e infine, un disegno di Bartolomeo Cesi. Nella seconda sala a dominare è il periodo che va dal Seicento al Settecento per un percorso che parte col secentista bolognese Lucio Massari e attraversa i toscani Giovanni Battista Vanni e Alessio Gimignani (13). Per il Settecento ci s'immerge invece nell'arte bolognese in tutte le declinazioni di tecnica e di contenuto.
Girolamo Mazzola Bedoli «eccellente pittore, e cortese e gentile oltre modo». Atti della Giornata Internazionale di studi (Viadana, 6 maggio 2017) Fadda E. (Cur.) Milanesi G. (Cur.) - Società Storica Viadanese, 2019 - Quaderni Della Società Storica Viadanese
I contributi qui raccolti, Atti della giornata di studio svoltasi a Viadana il 6 maggio 2017, sono nuovo punto di partenza, dopo i pioneristici contributi di Mario Di Giampaolo con lo scopo precipuo di delineare nel modo più netto possibile la cifra stilistica e culturale del Bedoli nel quadro della pittura emiliana del pieno Cinquecento. A Cristiana Garofalo il compito dunque di ricordare il celebre studioso e di analizzare disegni inediti, conservati a Siena, mano del Parmigianino; a David Ekserdijan quello di aggiornare il catalogo dei dipinti e dei disegni a attribuiti al Bedoli, passati sul mercato antiquario. Alessandra Talignani focalizza l'attenzione sul rapporto tra Bedoli e la scultura, mentre Sefy Hendler analizza la 'fortuna' dell'artista in Inghilterra e la ricezione della sua opera da parte di Federico Zuccari. Elisabetta Fadda ribadisce l'autonomia del catalogo di Girolamo Bedoli rispetto a quello del Parmigianino e rispetto a quello di altri pittori emiliani; chiude il volume Giorgio Milanesi con un contributo incentrato sulla letteratura erudita cremonese e mantovana tra il XVI e il XIX secolo per indagarne la fortuna critica nelle terre di origine.