Libri di Jean Fallot

Bibliografia di Jean Fallot: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale antica: fino al 500 d.C.

LIBRO   9788898986118

Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro Fallot Jean  Timpanaro S. (Cur.)  Fusaro D. (Cur.)   -  Ananke Lab, 2015

Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro - Ananke Lab

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Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro libro
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LIBRO   9788893145329

Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro Fallot Jean   -  Orthotes, 2026  -  Ecologia Politica

Filosofo marxista con una chiara rottura verso sinistra ma con un altrettanto lucido giudizio sugli estremi movimenti gauchisti, Fallot non è mai mancato a un impegno militante anche nella sua attività intellettuale, di cui questo saggio su Epicuro è un frutto straordinario. L'opera è una lettura dall'interno dei testi epicurei, soprattutto di etica e di psicologia, ma non una lettura freddamente filologica o pedante, bensì l'appassionata costruzione di un amore e delle sue ragioni, la comunicazione delle risposte che nel materialismo epicureo Fallot ha trovato alle proprie inquietudini personali e filosofiche insieme. La mediazione di un pensatore classico alle ansie più proprie dell'uomo contemporaneo costituisce l'elemento di novità di questo libro. Che poi vi si ritrovi il virile pessimismo lucreziano più che l'edonismo appiccicato e irriso in Epicuro dai suoi avversari, è un segno ulteriore della sofferta serietà con cui l'autore si riaggancia all'antico maestro, e del dramma dell'umanità attuale.

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LIBRO   9788833919973

Il pensiero dell'Egitto antico Fallot Jean   -  Bollati Boringhieri, 2009  -  Nuova Cultura. Introduzioni

Una cesura separa la "prima antichità", egizia, dalla "seconda antichità", greco-latina. Constatarlo è condizione essenziale per accostarsi a una visione del mondo che si sottrae alla categoria dell'anticipazione imperfetta. Riguardo all'Egitto antico, infatti, non ha senso parlare di pre-filosofia, perché il pensiero che lo innerva non astrae dai domini specifici dell'esistenza e dalle sue forme di rappresentazione, ossia non procede per concetti né si struttura in metodo di conoscenza, in conoscenza delle conoscenze. Il punto di forza di questo saggio è riuscire a cogliere la pienezza di un universo mentale legato al sentire, più che al concepire - quindi irriducibile a un abbozzo di "miracolo greco" e impenetrabile da parte della logica della non-contraddizione che ancora ci pervade -, senza occultare l'aporia di fondo: è possibile trattare dell'Egitto solo "riferendosi alla Grecia e a noi stessi", anche se "farlo significa necessariamente falsare il punto di vista". Il "mistero", l'"enigma" (pensiamo alla Sfinge), "siamo noi a creali"; al tempo stesso, "se non lo facessimo forse non comprenderemmo nulla dell'Egitto". Così "vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma riusciamo comunque a vedere qualcosa". E quello che intravediamo, dalla nostra estrema lontananza, è una sorta di "sensismo sociale" che poggia sull'animalità dell'uomo e si estende all'intero vivente, là dove vita e morte non si separano mai.

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