Libri di Lucio Felici
Bibliografia di Lucio Felici: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La luna nel cortile. Capitoli leopardiani Felici Lucio - Rubbettino, 2006 - Saggi Brevi Letteratura Antica E Moderna
Gli scritti che compongono questo libro si articolano in tre percorsi di studio. Scavando tra le pagine dello Zibaldone, si procede anzitutto a un esame sistematico degli appunti e abbozzi poetici, per poi affrontare due temi trasversali: il riso (ossia il comico) che, sentito da Leopardi come manifestazione di insensatezza, va a correlarsi col nulla che ci circonda; la meridionalità da nozione geografica, si trasforma in categoria sovrastorica e si confonde con le stagioni luminose (fanciullezza e prima giovinezza) di ogni creatura umana. Il secondo percorso privilegia invece l'Epistolario, per ricavarne soprattutto la personalissima idea leopardiana del viaggiare, come strumento di conoscenza di sé e non come occasione per descrivere ambienti e paesaggi. Fa da corollario un capitolo, apparentemente eccentrico, su Paolina Leopardi e Matilde Manzoni, due "viaggiatrici immobili" le cui speculari letture e circostanze biografiche costituiscono un caso singolare di "destini incrociati" all'ombra di Giacomo. Seguono alcune indagini sulla fortuna postuma del poeta. Il capitolo su Schopenhauer fa giustizia di un abusato paragone che ha prodotto la generica formula del "pessimismo leopardiano"; mentre quello su Calvino analizza l'ardita tesi, formulata dall'autore delle Cosmicomiche, secondo la quale uno dei padri del romanzo moderno italiano sarebbe il Leopardi delle Operette morali più che il Manzoni dei Promessi sposi.
L'Olimpo abbandonato. Leopardi tra «favole antiche» e «disperati affetti» Felici Lucio - Marsilio, 2005 - Testi E Studi Leopardiani
Perché l'essere? Perché il male? Perché il nulla? E ancora: di fronte all'irrompere dilagante dell'ottimismo razionalista, che ne è della poesia? Quali le sue possibilità in un mondo, come quello moderno, incapace di narrare ancora "favole", ma che, nella "disperazione" dell'affetto, non può tuttavia rinunciare alla memoria? Distante sia dai classicisti sia dai romantici, Leopardi reinterpreta i miti in termini antropologici e ontologici, chiamandoli con pregnanza vichiana "favole antiche" e inserendosi nel grande dibattito europeo sulla morte o resurrezione degli dèi. Nella sua visione, il tramonto dei miti coincide con la perdita della fantasia creatrice, la quale si alimentava della facoltà di ascoltare la natura e di parlare con essa.
L'italianità di Leopardi e altre pagine leopardiane Felici Lucio - Maria Pacini Fazzi Editore, 2015 - L'unicorno
Il primo saggio, che dà il titolo al volume, non è solo una curiosa rassegna di fraintendimenti otto-novecenteschi relativi al patriottismo leopardiano, ma anche la delineazione dei vari aspetti che il concetto di italianità assunse nella mente di Leopardi, dalla giovanile proclamazione di amor patrio al Giordani alle risentite rivendicazioni nazionalistiche dei pur disincantati Paralipomeni; così, l'individuazione di una precisa scultura di Tenerani (la Psiche svenuta), visionata da Leopardi nell'atelier dello scultore, non resta una semplice scoperta del biografo, ma va a nutrire l'interpretazione di un capolavoro poetico quale Amore e Morte; così ancora, la riesumazione di una pregevole tesi di laurea primonovecentesca su Leopardi e Madame de Staël, è l'occasione per un ripensamento di quel rapporto alla luce delle ultime risultanze critiche; e così via.