Libri di Cur Ferraglio
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Che tipi a Bergamo e Brescia! I più antichi libri a stampa testimoni di una rivoluzione Ferraglio Ennio Ceresoi Maria Giuseppina Compagnoni Nadia Ferraglio E. (Cur.) - Lubrina Bramani Editore, 2023
"Che tipi a Bergamo e Brescia! I più antichi libri a stampa testimoni di una rivoluzione" è certamente una mostra specialistica, dedicata a un capitolo importante della storia della stampa nelle due città che, quest'anno, sono Capitale Italiana della Cultura. L'accuratezza dell'indagine non deve intimorire. Si tratta di una vicenda estremamente affascinante, una testimonianza viva di quanto, pochi anni dopo la rivoluzione di Gutenberg, i due capoluoghi lombardi siano stati capaci non soltanto di accogliere l'innovazione, ma anche di dar vita, tra i primi in Italia, ad attività imprenditoriali di rilievo nel campo della stampa a caratteri mobili. (Laura Castelletti) Bergamo e Brescia sono accomunate dalla presenza di due straordinarie biblioteche (Angelo Mai e Queriniana) di conservazione, custodi di patrimoni di inestimabile valore, che devono essere valorizzati e messi nella disponibilità dei cittadini, diventando parte integrante delle loro conoscenze. Questo l'obiettivo fondamentale delle due mostre, che mette a fuoco un tema originale e poco conosciuto, facendo anche il punto delle ricerche e degli studi, grazie all'accurato catalogo che le accompagna. (Nadia Ghisalberti)
Aspirazioni e devozioni. Brescia nel Cinquecento tra preghiere e eresia. Catalogo della mostra (Brescia, 30 settembre-26 novembre 2006). Ediz. illustrata Ferraglio E. (Cur.) - Electa, 2006 - Cataloghi Di Mostre
La mostra si prefigge di sondare l'ambiente culturale e spirituale della Brescia del Rinascimento. Accanto alle opere del Moretto da Brescia, forse il maggior interprete della cultura religiosa bresciana della prima metà del Cinquecento, verranno presentati antichi volumi, incisioni cinquecentesche e alcune lettere indirizzate da Lucrezia Borgia ai suoi corrispondenti bresciani oltre che la preziosa teca che custodisce una ciocca dei suoi capelli, provenienti dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.