Libri di Marco Ferrari
Bibliografia di Marco Ferrari: tutti i libri in vendita online Biografie: personaggi storici, politici e militari
Il partigiano che divenne imperatore Ferrari Marco - Laterza, 2025 - I Robinson. Letture
Questo libro racconta una storia vera e dimenticata. Una storia in cui si respira l'odore acre del Novecento e che potrebbe uscire dalle pagine di Graham Greene. Siamo nel 1938, Ilio Barontini, comunista livornese, ha combattuto nella guerra di Spagna tanto da diventare l'eroe della battaglia di Guadalajara. A Parigi viene scelto dai servizi segreti francesi e britannici per una missione rischiosissima: organizzare le forze partigiane abissine che devono resistere alla conquista fascista. Infatti, Mussolini aveva conquistato con l'uso dell'iprite i villaggi e le città più importanti, la ferrovia Addis Abeba-Gibuti e le principali vie di comunicazione, ma una parte considerevole del territorio era ancora in mano agli arbegnuoc, i patrioti etiopi. Barontini - assieme ad Anton Ukmar, ex ferroviere sloveno di Gorizia conosciuto in Spagna, e a Bruno Rolla, comunista spezzino - formò un esercito di oltre 250 mila uomini composto da piccole formazioni mobili e venne nominato dal Negus viceimperatore di Abissinia. Dotato dello scettro imperiale, il comunista di Livorno tenne a bada i vari ras, portò a termine missioni importanti e pubblicò un giornale bilingue, "La voce degli Abissini", tanto da diventare una leggenda. La missione terminò nel giugno 1940, quando i tre antifascisti italiani intrapresero la via del ritorno tra malattie e assalti di predoni. Si ritrovarono miracolosamente vivi a Khartum dove scattarono l'unica fotografia che li ritrae insieme.
Rosalia Montmasson. L'angelo dei Mille Ferrari Marco - Mondadori, 2019 - Le Scie
Soprannominata «l'Angelo dei Mille» per la dedizione verso i feriti, Rosalia Montmasson è l'unica donna tra i garibaldini sbarcati a Marsala l'11 maggio 1860. Nata in un paesino dell'Alta Savoia, di famiglia molto semplice, incontra Francesco Crispi a Marsiglia nel 1849 e lo segue nel suo esilio di città in città: prima Torino, poi Parigi e Londra. Perdutamente innamorata del suo François, come le piaceva chiamarlo, lo sposa in una frettolosa cerimonia religiosa a Malta, ennesimo paese dell'esilio. Ma è Mazzini, conosciuto a Londra, a fare di lei un elemento essenziale della cospirazione: Rosalia non esita ad abbracciarne gli ideali e a mettere a repentaglio la propria vita per salvarne altre, oltrepassando frontiere e posti di blocco, rischiando spesso l'arresto e la prigione, tanto che Garibaldi in persona ne loda il coraggio e la dedizione alla causa nazionale. Lei, una semplice lavandaia e stiratrice, a differenza di tanti rivoluzionari noti alle polizie di mezzo continente può muoversi con maggiore facilità, consegnando messaggi e denaro a mazziniani e carbonari, cospiratori e repubblicani. È Rosalia infatti a portare in Sicilia e a Malta l'annuncio dell'imminente spedizione dei Mille, a cui vorrà partecipare a tutti i costi conquistandosi quel consenso di Garibaldi negato ad altre donne. Valida compagna di lavoro e di lotta del marito, è indiscutibilmente il punto forte della coppia, dimostrando di saper far fronte anche alle avversità economiche. Ma una volta eletto in Parlamento, Crispi la ripudia, sposando Lina Barbagallo. Accusato di bigamia, si difende, vincendo la causa che di fatto annulla il matrimonio con Rosalia. La quale, costretta al silenzio, vive esiliata nella solitudine di una Roma che non la riconosce come un'eroina della patria. In vecchiaia, i due ex coniugi riprenderanno gli incontri, pur sorretti da lunghi silenzi, in cui non verrà mai a galla la verità su quel rapporto interrotto dopo venticinque anni di vita insieme, lotte e fughe, guerre e successi politici. E al silenzio Rosalia terrà fede sino alla fine, sentendosi ancora e per sempre parte di quel mondo che dalla clandestinità era giunto al potere nel nuovo Regno. È morta in solitudine, ed è stata seppellita al Verano, in una modesta tomba messa a disposizione dal comune di Roma.
La storia di Ettore Castiglioni. Alpinista, scrittore, partigiano Ferrari Marco Albino - Tea, 2010 - Tea Storica
Figura emblematica dell'alpinismo tra le due guerre, esploratore solitario, avvocato che preferiva i musei ai tribunali, scrittore, musicista, Ettore Castiglioni morì nel marzo del 1944, a soli trentacinque anni di età, sulle Alpi svizzere, esattamente come aveva previsto e annotato nel suo diario molto tempo prima. Dopo l'8 settembre 1943, Castiglioni si era rifugiato in una baita in alta Valpelline, sopra Aosta, guidando poi attraverso le montagne centinaia di profughi in fuga dal regime fascista. Giorno dopo giorno aveva continuato la sua "missione" fino a quando, dopo una prima prigionia in Svizzera, fu catturato nuovamente oltre il confine. Riuscì a fuggire nella notte, senza pantaloni, senza scarponi, con i ramponi legati ai piedi scalzi. Fu ritrovato tre mesi dopo, sul ghiacciaio del Forno, a un passo dalla salvezza, morto congelato. Con intensa e commossa partecipazione, Marco Albino Ferrari ce ne restituisce in questo libro la figura in tutta la sua pienezza, facendo luce anche sui particolari meno conosciuti e componendo un ritratto in cui l'alpinista si fonde con l'intellettuale e con il partigiano. Con una nuova Prefazione dell'autore.