Libri di Adolfo Ferraro

Bibliografia di Adolfo Ferraro: tutti i libri in vendita online Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia

LIBRO   9788879375368

Materiali dispersi. Storie dal manicomio criminale Ferraro Adolfo   -  Tullio Pironti, 2010  - 

Il tempo nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa rappresenta un altrove difficilmente identificabile. In questo altrove - del tempo e non dello spazio - agisce una schiera di esseri umani con vari ruoli gerarchicamente distribuiti che si aggira, aspetta, si ricorda, ride e qualche volta piange, spesso si lamenta, a volte si arrabbia e poi ricomincia da capo. Ventuno storie, divise in tre capitoli: Le tragedie, I delitti, Vite brevi. La contessa Pia Bellentani, che uccise l'amante a sangue freddo durante una serata mondana nella sua villa sul lago di Como; Leonarda Cianciulli, nota come la "saponificatrice di Correggio"; il "mostro di Posillipo", Andrea Rea. E ancora, il serial killer Giancarlo Giudice, che tra il 1982 e il 1983 uccise otto prostitute; i "fratelli di sangue" Bartolomeo Gagliano e Francesco Sedda; lo psichiatra folle Arturo Geoffroy. Personaggi noti, ormai parte della memoria collettiva oppure sconosciuti, dimenticati, sempre disperati, segnati dalla malattia mentale, che hanno in comune l'esperienza dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, altrimenti detto "manicomio criminale". E sono proprio i crimini, i loro autori e le loro follie - vere o presunte - a essere indagati e raccontati dalla penna di Adolfo Ferraro. Orefazione di Massimo Picozzi.

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LIBRO   9788889883952

Voglio la neve qua ad Aversa. Scrivere sui muri dell'ospedale psichiatrico giudiziario Ferraro Adolfo   -  Sensibili Alle Foglie, 2014

Il manicomio giudiziario, nella lunghissima attesa della sua fine, è certamente un luogo di dolore e sofferenza, di chiusura e costrizione, di abbandono e a volte di morte. Ma spesso anche di terribile attaccamento alla vita. Insomma, un vecchio camaleonte, che cambia colore a seconda degli occhi di chi lo guarda e della letteratura che ne parla. La letteratura, invece, che nasce direttamente in questi luoghi risente in genere della pochezza dei mezzi di espressione disponibili: la chiusura istituzionale e la perdita della libertà si traducono soprattutto nella privazione della possibilità di esprimersi, come accade del resto in tutte le istituzioni totali. E allora bisogna arrangiarsi con i mezzi a disposizione per esprimersi e salvarsi, attingendo a quella grande risorsa vitale che è la creatività, e a quel punto anche il muro può andare bene per raccontare e raccontarsi. Nell'attesa della chiusura degli ospedali psichiatrico giudiziari, questo libro, che propone i graffiti degli internati, può essere letto come documento di attenzione al modello del manicomio, che è potenzialmente e drammaticamente riproponibile, anche se con nomi e in luoghi diversi.

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