Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Blu. La felicità non la si può raccontare, la si può solo ascoltare... Fraticelli Luigi H. - Gei, 2009 - Io Vi Parlo
"Corre l'anno 1951. Sono in fondo alla scalinata che porta al sagrato della chiesa parrocchiale del paese. Al centro del sagrato c'è un cagnolino dal pelo focato, le sue orecchie si muovono incessantemente come se sentisse la presenza di qualcosa o di qualcuno. Il cagnolino entra in chiesa e io faccio la scalinata a quattro palmenti per non perderlo. Gli interni delle chiese mi hanno sempre procurato un senso di smarrimento. Le luci che filtrano faticosamente dalle ampie vetrate colorate, i silenzi senza fine, gli sguardi cheti dei Santi, l'infinità dolcezza della Vergine Maria. E poi il Gesù di Nazareth crocefisso che rassicura il visitatore con la sconfinata benevolenza di Essere al quale tutto è legittimo. Il cagnolino si ferma proprio davanti a Lui. Pochi istanti ed ecco arrivare un adulto dall'aspetto macilento, è il sacrestano. Urla parole incomprensibili contro di lui, colpevole di aver profanato quel luogo alla ricerca di un conforto alla sua solitudine. Il cagnolino, impaurito, corre verso l'uscita. Trova la porta chiusa e non sa come sfuggire a quell'ossesso di umano. Mi precipito verso di lui, lo prendo in braccio e insieme fuggiamo verso una ritrovata libertà".
L'albero di Giosuè Fraticelli Luigi - Susil Edizioni, 2022 - Journey
"Era una di quelle notti in cui non riuscivo a prendere sonno, una voce continuava a sussurrarmi Joshua tree, Joshua tree... la versione inglese dell'albero di Giosuè. La interpretai come un segno del mio pensiero per dare un titolo alla mia opera letteraria. Quella parola mi incuriosì a tal punto che decisi di volerne sapere di più: mi si aprì un mondo inaspettato. La leggenda dice che Giosuè dopo la conquista di Gerico si stabilì nel Nord America e oggi dà il suo nome ad una pianta del deserto: l'Albero di Giosuè. Quando gli alberi sono giovani tendono a sviluppare rami orientati verso l'alto, man mano che crescono sviluppano rami biforcuti che acquisiscono un orientamento verso terra come se volessero ricordarci che una entità immateriale può appassionarsi anche a tutto ciò che c'è di più terreno nella vita. Ogni fiore dell'albero porta alla nascita di un nuovo ramo che cresce poi in una direzione diversa: mi sono così immaginato il gene homo come un contenitore dentro il quale una entità di luce è alla ricerca del suo corpo materiale." (l'autore)