Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Che farò senza Euridice! Fucarino Carmelo - Spazio Cultura, 2018 - Spazio Narrativa
Un banale incidente di "percorso", lo stop accidentale dell'ascensore e l'attesa che qualcuno si accorga del blocco. Nello stato di angoscia e di sospensione in cui il protagonista si trova in questa fase della sua vita, dalla banale ed ovvia quotidianità con i tic, le idiosincrasie, le deformazioni della società intorno agli anni Ottanta, quella della crisi del boom consumistico, l'inattesa e improvvisa nuova condizione opera uno stato di alienazione che scinde realtà e sogno e nel flusso della memoria provoca un vero e proprio stato allucinatorio. Dal graduale deragliamento dei sensi scorre un processo analitico dell'esistenza del protagonista che dalla condizione del vivere rievoca tutta la sua vita, intrecciandola con la sua matura formazione culturale, vera e propria educazione sentimentale ed umana. Si riaccende la natura vergine e incontaminata con le sue magie e gli incanti dell'infanzia, anch'essa non profanata, così la città di quegli anni si stempera nella campagna policroma e innocente in ricorrenti oscillazioni di magiche rifrazioni e citazioni esistenziali e letterarie.
Due geni italiani a New York. Il sogno americano spezzato Fucarino Carmelo - Carlo Saladino Editore, 2022 - Saggistica
Meucci, inventore del telefono, la vita, la causa con Bell, la povertà, il riconoscimento post-mortem... ma anche l'intersecarsi della sua vita con un Garibaldi, stanco e malato, a New York.
Il verde melograno. Segni e simboli dell'infanzia ritrovata Fucarino Carmelo - Aracne, 2017 - Narrativaracne
In ogni essere umano è vivo il desiderio del ritorno, velato di malinconia, oggi tanto più per la dissoluzione di valori e ideologie. Il protagonista, attraverso il viaggio tormentato di un moderno Orfeo, spinto dalla scintilla del ricordo, parte alla ricerca del suo io per arrivare, attraverso il processo doloroso e appagante di rêverie, al punto primordiale: il ventre materno. In questo nostos la realtà si manifesta nei contorni precisi del territorio dell'infanzia, che il lettore può ritrovare nel proprio: il folclore, tutto un mondo perduto per sempre, l'affabulazione, il cromatismo fonetico e la varietà semantica del dialetto, irripetibile, la profanazione di una terra che è stata maltrattata dalla tecnologia. Per alcuni è la terra del grande rimpianto, per altri un passaggio necessario per un'ipotesi di benessere, nella prospettiva di un consumo ritenuto ormai indifferibile e universale.