Libri di Diego Fusaro
Bibliografia di Diego Fusaro: tutti i libri in vendita online Ideologie politiche
Sinistrash. Contro il neoliberalismo progressista Fusaro Diego - Piemme, 2023 - Saggi Pm
Come il Mattia Pascal di Pirandello, anche la sinistra ha ritenuto possibile cambiare la propria identità. Ha scelto di vivere una "nuova vita" spezzando ogni rapporto con la precedente. Ha metabolizzato lo sguardo di chi sembra odiare la gente comune, divorziando dal popolo e dai lavoratori. La lotta contro il capitale è stata sostituita da quella per il progresso, che finisce per identificarsi nel capitale stesso. La battaglia contro l'imperialismo è stata spodestata da quella in suo nome, sia pure sotto la vernice ideologica dei "diritti umani" da esportazione. Lo vediamo nelle dichiarazioni di tutti i giorni, sulla guerra, sulle riforme economiche, su tutte le grandi questioni contemporanee. La formula "sinistrash" rende impietosamente conto di quello che la sinistra è divenuta dimenticando ciò che era e, infine, facendosi grottesca parodia di ciò che in un'altra epoca avversava. E PC ha cessato di essere la sigla del Partito Comunista per diventare quella del codice Politicamente Corretto, di cui la 'new left' è custode. È diventata la guardia fucsia del nuovo e sempre più asimmetrico ordine turbocapitalistico e l'ala avanzata della neoliberalizzazione del mondo della vita. Di qui l'esigenza vitale di abbandonare la sinistrash al suo inglorioso percorso per rifondare su nuove basi - con Marx e con Gramsci - l'idea di emancipazione universale dell'uomo. Diego Fusaro, filosofo decisamente controcorrente, non fa nessuno sconto alla sinistra italiana e internazionale attuale. Ma la via d'uscita non approda certo a destra: oggi più che mai, secondo l'autore, bisogna superare quest'antica dicotomia, recuperando invece le idee del socialismo e dell'anticapitalismo.
Glebalizzazione. La lotta di classe al tempo del populismo Fusaro Diego - Rizzoli, 2019 - Saggi Italiani
Oppressi e oppressori: categorie che esistono in pratica da sempre, e che da sempre sono in conflitto. Eppure, oggi di lotta di classe si legge solo sui libri di storia. Com'è possibile? Guardandoci intorno, possiamo dire davvero che quella frattura in apparenza insanabile sia stata invece sanata? Di certo, qualcuno vorrebbe farcelo credere. Infatti la caduta del Muro di Berlino non ha segnato solo la sconfitta del socialismo reale, ma anche il passaggio dal pensiero dominante al pensiero unico: il nuovo ordine mondiale ha imparato a inoculare nelle masse un paradigma mentale concepito a propria immagine e somiglianza. Alla fine, il Servo ha fatto sua la visione del Signore. Il trionfo dell'élite sulle classi popolari è stato reso possibile dall'operato degli intellettuali, che hanno glorificato la tirannia dei mercati. Ma quella che ci hanno insegnato a chiamare "mondializzazione" è, in realtà, una rimozione dei diritti su scala planetaria, una glebalizzazione: la produzione seriale di nuovi servi sfruttati, sottopagati e precarizzati. Come spezzare, allora, le catene di questa nuova sudditanza? Rimettendo il popolo al centro di un progetto politico e sociale internazionalista ma non mondialista, teso a creare un nesso solidale tra nazioni sovrane, democratiche e socialiste. Uno dei filosofi più attenti alla modernità ci guida alla scoperta delle conseguenze della mondializzazione.