Libri di Antonio Gagliardi
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La Commedia divina di Dante. Tra Averroe e Cristo Gagliardi Antonio - Rubbettino, 2014 - Università
Dopo aver messo in evidenza le radici filosofiche delle opere precedenti di Dante qui si esamina l'ultima. La Divina Commedia è leggibile soltanto sullo sfondo della biblioteca greco-araba, specialmente i commenti di Averroè. Soprattutto il principio più dirompente rispetto al cristianesimo, la possibilità per l'uomo vivente di raggiungere la visione di Dio e la conseguente beatitudine. Mentre nelle altre opere si accetta il punto di vista di Tommaso d'Aquino, che nega quella possibilità, nella Commedia viene tentata la grande sintesi. L'uomo può giungere alla visione di Dio in vita ma tramite la grazia. Vengono messi in luce i nodi più significativi del progetto dantesco. La presunzione e la grazia diventano gli emblemi della possibile cooperazione tra lo sforzo dell'uomo e l'intervento divino per fare giungere il pellegrino vivente dinanzi alla presenza di Dio a occhi aperti.
Il Filosofo e la rosa. Il Roman de la rose di Jean de Meun Gagliardi Antonio - Edizioni Ets, 2010 - Filosofia
Il Roman de la Rose di Jean de Meun è un'allegoria filosofica e fa parte del conflitto, sorto nell'università parigina, tra filosofi fautori della castità del filosofo e quelli che si riconoscono nei fini universali della natura, la continuità della specie. Sigieri di Brabante è il fondatore della scelta stoica della castità per una totale dedizione alla vita contemplativa. È possibile riconoscerlo nella figura di Mala Bocca. C'è una quaestio di Sigieri che corrisponde alla struttura allegorica, rovesciata, del Roman. Intorno allo scontro sulla castità si combatte una battaglia tra fautori e contrari con connotazioni intellettuali evidenti. Questa battaglia si combatte dentro l'università. Il confronto tra stoici ed epicurei diventa una guerra nella quale hanno il sopravvento coloro che nell'amore e nella vita riconoscono il fine dell'uomo, secondo legge di natura. Il passaggio dalla lingua filosofica a quella poetica non fa venire meno la trasparenza del linguaggio purché si presti la massima attenzione alle chiavi proprie della filosofia.