Libri di Eugenio Gallavotti
Bibliografia di Eugenio Gallavotti: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
I racconti delle scarpe. Lessico illustrato dall'Anfibio alla Zeppa Gallavotti Eugenio - Franco Angeli, 2021 - Manuali
Un lessico illustrato rivolto agli appassionati e agli studenti di moda, alle shoeaholic ma non solo. Esplora i lemmi dell'universo dall'Anfibio alla Zeppa, comprendendo i termini più up to date, ma anche la storia, l'etimologia, le diverse peculiarità dalle pump alle runner, i materiali e le parti che compongono una calzatura, come insegnano i migliori artigiani del mondo: gli italiani. Il libro è arricchito da dialoghi con designer e manager di brand famosi su temi che fanno discutere anche i meno fashionisti. Le scarpe hanno un sesso? Che ruolo gioca la comunicazione digitale? Esiste ancora una scarpa elegante che non sia anche sostenibile?
La teoria dei colori. Stile & società a contrasto. Quando siamo poveri la moda è ricca. E viceversa Gallavotti Eugenio - Franco Angeli, 2021 - Cultura Della Comunicazione
Questo libro si rivolge agli appassionati e ai curiosi di moda e costume, agli stakeholder, agli studenti... e anche a chi ritiene che abiti e accessori siano l'apoteosi dell'inconsistenza. Perché tutto è vanità. E niente è più utile del futile. "La teoria dei colori" è semplice: in epoche di benessere le tonalità sono sobrie, mentre diventano accese in tempi calamitosi. Era così nei ricchi anni Ottanta quando, nelle redazioni dei fashion magazine di tutto il mondo, le ragazze e le signore alla moda vestivano rigorosamente di nero. È così ai giorni nostri, dalla crisi del 2008 alla pandemia, con sfilate e collezioni innervate di fluo e color block. Un pamphlet che definisce il rapporto tra moda e società, nelle diverse stagioni dell'ultimo secolo, tra picchi di opulenza e smarrimento. Un filo invisibile che unisce Elsa Schiaparelli ad Alessandro Michele. E Cristóbal Balenciaga a Rei Kawakubo. Arricchito da dialoghi con protagonisti di altre creatività (arte, design, architettura, musica, cinema, letteratura).
La scuola fascista di giornalismo. Origini del controllo mediatico nel ventennio e riflessi contemporanei Gallavotti Eugenio De Felice R. (Cur.) - Luni Editrice, 2026 - Presente Storico
Da Mussolini a Vittorio Gorresio, da Amicucci a Bottai. E avanti con Giovanni Gentile e Luigi Barzini, Curzio Malaparte e Mario Pannunzio, Achille Starace e Silvio d'Amico: i protagonisti della prima scuola italiana di giornalismo (1930-1933). Cosa significò quell'istituto? Non solo la volontà di formare il giornalista di regime, ma un ambizioso progetto del sindacato: strappare agli editori il potere di creare nuovi giornalisti. Attraverso l'analisi e lo studio della Scuola fascista di giornalismo e dei suoi principali "registi", Gallavotti disegna un quadro estremamente utile per comprendere la realtà della comunicazione giornalistica negli anni Trenta che, in parallelo, corre a fianco a quella dei giorni nostri determinando la crisi nel mondo dell'informazione: il Ventennio ha propagato l'idea che il racconto del reale possa essere organizzato, manipolato, disciplinato. Questa logica non era soltanto prerogativa del fascismo, ma è stata applicata alla comunicazione giornalistica da tutti i governi totalitari del Novecento: leggendo come si costruivano le idee attraverso le linee guida della scuola fascista di giornalismo, si può intravedere che questo modus operandi non è scomparso, ha cambiato forma: si è passati da una divulgazione nazionale a una globale - allora come oggi senza verificare le fonti ma dando per reale ciò che viene comunicato - e la rivoluzione digitale non ha solo imposto la sua gerarchia nel veicolare le notizie; ha soprattutto logorato le basi che sostengono il giornalismo come professione autonoma. E senza indipendenza, l'informazione perde la sua funzione pubblica, diventa strumento. Ieri della dittatura fascista, oggi delle grandi piattaforme online.