Libri di Giovanni Galli
Bibliografia di Giovanni Galli: tutti i libri in vendita online Architettura
Sostenibilità e potere Galli Giovanni - Sagep, 2015 - Testi Di Architettura
Se la prospettiva è stata la forma simbolica del XV secolo e la funzione quella del XX secolo, o almeno della sua prima metà, la sostenibilità ha ottime chances di divenire la forma simbolica del XXI secolo. D'altronde, di cosa meravigliarsi? La sostenibilità è buona, per definizione. Chi, nel pieno del possesso delle proprie facoltà, oserebbe sostenere l'insostenibile? Se oggi l'architettura non è ancora pronta per adeguarsi a questa nuova realtà, ebbene peggio per lei: primum vivere (del pianeta), deinde filosofari (dell'architettura). Questo libro raccoglie due scritti di architettura, Sostenibilità e potere e Conseguenze di Van Gogh.
Le maschere della forma. Manuale di composizione Galli Giovanni - Carocci, 2008 - Biblioteca Archit., Urban. E Design
Le parole sono lo strumento con cui da sempre l'architettura, da Vitruvio a Koolhaas, copre e rivela il proprio oggetto. Sono "maschere della forma", come recita il titolo del libro, che si presenta come un'introduzione alla composizione architettonica, essa stessa intessuta di parole. Ricondotte alla loro natura eminentemente formale, "costruzione", "funzione", "sintassi", "creatività" sono illustrate come grandi categorie attraverso le quali leggere l'architettura del passato e soprattutto del presente. Alcuni inusuali esercizi compositivi, a conclusione del libro, sono il punto di partenza da cui rivolgere uno sguardo curioso verso territori tradizionalmente extradisciplinari (letteratura, arte, cinema, musica, videogiochi), nel tentativo di ricollocare l'architettura in un più vasto ambito culturale.
Breve storia della forma architettonica (credo laico dell'architettura occidentale) Galli Giovanni - Sagep, 2019 - Opera Metrica
Nel 1961, Ernst Gombrich scriveva un "Credo laico della civiltà occidentale", nel quale condensava l'intera storia dell'Occidente in una sola pagina. Lo proponeva come un antidoto, per una società che stava perdendo la memoria di se stessa. Questo libro inizia citando per intero il credo di Gombrich e termina provando a proporne uno per l'architettura occidentale. I quattro capitoli che stanno in mezzo possono essere considerati una prefazione, forse perfino troppo lunga, a quel tentativo finale.