Libri di Giuseppe Gangemi
Bibliografia di Giuseppe Gangemi: tutti i libri in vendita online Storia
In punta di baionetta. 1860-1870: le vittime militari della Guerra Meridionale nascoste nell'Archivio di Stato di Torino Gangemi Giuseppe - Rubbettino, 2021 - Varia
Sull'esistenza di vittime nascoste dall'esercito sabaudo sono in corso da più di dieci anni accese polemiche. Si contrappongono con toni molto duri quanti sostengono che niente è stato nascosto e quanti, invece, sostengono che migliaia di soldati sono stati sciolti nella calce per non rivelare la responsabilità dell'Esercito nella loro morte. Questo volume tenta di affrontare in termini rigorosamente scientifici questa polemica riportandola nel rigoroso ambito dell'analisi dei dati. Vengono analizzate, a questo proposito, 3.500 circa biografie di militari meridionali ricavate dai Ruoli Matricolari o da ruolini, tabelle e pubblicazioni ufficiali. Le biografie sono riferite a 1.300 prigionieri di guerra meridionali, oltre 700 soldati meridionali immatricolati nel 41° Reggimento considerato, da Alessandro Barbero, un campione rappresentativo dei 100 Reggimenti italiani, circa 1.000 soldati meridionali inviati ai Cacciatori Franchi tra il 1861 e il 1868 e 500 circa soldati meridionali trasferiti dai Cacciatori Franchi alle Compagnie di Disciplina tra il 1868 e il 1870.
Senza tocco di campane. 1860-1870: le vittime civili taciute della Guerra Meridionale Gangemi Giuseppe - Magenes, 2023 - Voci Dal Sud
L'opera tratta dell'invasione garibaldina del Regno delle Due Sicilie, dell'invasione sabauda e delle principali rivolte che ne sono seguite: le prime conseguenti alla decisione di svolgere i plebisciti del 1860, le seconde all'annuncio delle elezioni politiche del 1861 e le successive: Alcara Li Fusi, Bronte, il Sannio, San Giovanni Rotondo, Carbonara, Scurcola, Montefalcione, Campolattaro, Casalduni, Pontelandolfo. Le conseguenze di tutte queste rivolte divennero valutabili grazie al primo Censimento del Regno d'Italia: i dati ministeriali rivelarono che, nel corso di due anni, di 450.000 persone del napoletano non si aveva più traccia. La spiegazione ufficiale: i Borboni, secondo l'invasore, avevano statistiche sbagliate. Il libro porta evidenze che negano questa ipotesi. La mattanza riprese nel 1862 in Sicilia, a Castellamare del Golfo, proseguì con l'applicazione della legge Pica del 1863 e infine con una sistematica opera di occultamento delle vittime civili. La scoperta delle principali procedure di nascondimento viene illustrata dalle illuminanti indagini di ricercatori non professionisti, che hanno esplorato i documenti di piccoli archivi locali non visitati dagli storici di professione. A ciò si aggiungono le vittime che emergono dall'esplorazione diretta da parte dell'autore degli Archivi di Stato di Livorno e Potenza, e dall'esplorazione sistematica degli Indici Onomastici pubblicati, nel 1998 e nel 2000, dal Ministero per i Beni Culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archeologici.