Libri di Barbara Ghelfi
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Pittura a Ferrara nel primo Seicento. Arte, committenza e spiritualità. Ediz. illustrata Ghelfi Barbara Bisarello D. (Cur.) - Cartografica, 2011
Il volume presenta le vicende della pittura a Ferrara nella prima metà del Seicento e ricostruisce il complesso tessuto di rapporti che ha unito gli artisti alle istituzioni religiose e alla committenza laica. La ricerca ha un'ampia indagine documentaria condotta negli archivi ferraresi e nell'Archivio Segreto estense presso l'archivio di Stato di Modena, in grado, di far luce sulle principali imprese decorative svolte in questi anni e di rivedere il giudizio negativo della storiografia tradizionale sugli anni successivi alla Devoluzione.
La pittura a Ferrara nel secondo Seicento Ghelfi Barbara Mantovani N. (Cur.) Cavallina S. (Cur.) - Cartografica, 2016 - L'occhio Di Ulisse
Lo studio costituisce la conclusione dell'indagine avviata dall'autrice in Pittura a Ferrara nel primo Seicento. Arte, committenza e spiritualità (Ferrara, Edizioni Cartografica 2011). Mentre nel primo volume era stata delineata la fortunata e originale stagione di imprese artistiche ferraresi nel segno dello Scarsellino e di Carlo Bononi, la situazione del secondo Seicento appare caratterizzata dalla contrapposizione fra la corrente del naturalismo rappresentata da Giuseppe Avanzi, garante della tradizione locale e l'elegante classicismo importato in città da Maurelio Scannavini che aveva frequentato a lungo la bottega di Carlo Cignani. Accanto a loro si muovono figure come il comacchiese Cesare Mezzogori, volgarizzatore dell'idealismo reniano, l'originale Giacomo Parolini, capace di coniugare l'arte di Bologna e Venezia e un manipolo di maestranze provinciali e attardate che tuttavia riescono a soddisfare la richiesta di opere destinate ai luoghi pubblici. Sono gli anni in cui si diffonde la grande decorazione barocca eseguita da Francesco Ferrari e dalla sua équipe, che interessa gli edifici religiosi e i palazzi privati delle più prestigiose casate ferraresi.
Tra Modena e Roma. Il mecenatismo artistico nell'età di Cesare d'Este (1598-1628) Ghelfi Barbara - Edifir, 2012 - Le Voci Del Museo
Grazie a un'indagine sistematica sul carteggio diplomatico tra Modena e Roma nell'età di Cesare d'Este (1598-1628), il volume esamina le relazioni artistiche fra la corte estense e quella papale e affronta importanti episodi di mecenatismo e committenza. Il materiale documentario che si presenta, in buona parte inedito, consente di mettere a fuoco gli interessi e le iniziative di alcuni membri di una delle più importanti dinastie nel panorama italiano dell'età moderna. Accanto al duca Cesare, che per assicurarsi stabilità politica dopo la Devoluzione di Ferrara (1598) donò opere d'arte all'imperatore Rodolfo II e ai potenti cardinali romani, e una volta a Modena trasformò l'antico castello cittadino nel nuovo palazzo ducale, assume rilievo la figura del fratello, cardinale Alessandro, noto mecenate e collezionista, per il quale il "Carteggio degli Ambasciatori di Roma" offre notizie sulla formazione e l'incremento della raccolta di opere d'arte e le vicende che questa subì dopo la sua scomparsa, avvenuta a Roma nel 1624.