Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Tra Plutone e Saturno c'è sempre un bar aperto Giacomini Roberto - Youcanprint, 2015 - Narrativa
La storia di un uomo che fa della parola scritta il suo naturale metodo di comunicazione, attraverso racconti scritti nel momento in cui sente che è arrivato il momento di vuotare il sacco. Un racconto fatto di racconti, ma anche un invito alla riflessione che questo tipo di parola richiede. Una parola scritta, riscritta, cancellata, scomposta. Sempre meditata. Fantasia e realtà s'inseguono fino a fondersi l'una nell'altra, dentro il lungo cammino del "giovane" ottantenne Dodo.
La logica nel caos Giacomini Roberto - Gruppo Albatros Il Filo, 2011 - Nuove Voci
Un nebbia oscura e penetrante sembra avvolgere e inghiottire il mondo di Wolly Back e tutte le sue sicurezze: il caos, che stravolge la logica delle cose. È giunta l'ora, per Wolly, di compiere il grande salto dal mondo dell'adolescenza a quello degli adulti. Il percorso che lo porta a districarsi dal labirinto della sua giovane età è costellato di scelte e di incontri con personaggi imprevedibili: un anziano pellerossa e il suo eroico racconto, una nave di corsari pronta a remare in mezzo alla bufera andando incontro alla battaglia, un autorevole presidente insicuro e bisognoso di consigli, e perfino un fumetto, dove il caos diventa magia, energia positiva, risata contagiosa. Cos'è reale del suo viaggio dove il tempo non esiste, e quanto invece è frutto della sua fantasia?
Il diario immaginario (e altre storie) Giacomini Roberto - Segni E Parole, 2025
L'urlo proveniva dal laboratorio del dottor emerito e professore per tutte le ore Giovanni Luigi Filippo Oreste. E basta. Questo inventore, pensate un po', ha quattro nomi e neanche un cognome. Questo perché suo padre, prima che lui nascesse, aveva inventato un sistema per eliminare i cognomi di quelle persone che avevano lo stesso cognome e dunque creavano, secondo lui, soltanto confusione. Iniziò da quelli che si chiamavano Rossi. Poi Bianchi. Poi Verdi, insomma, di tutti i colori. La macchina però aveva un problema, toglieva sì i cognomi, ma aggiungeva dei nomi. Siccome il papà di Giovanni Luigi Filippo Oreste di cognome era Rossi Bianchi e Verdi, ecco che il povero figliolo si ritrovò con ben quattro nomi e nemmeno un cognome.