Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
I pellegrini dell'assurdo Giacomini Silvia - Il Convivio, 2025 - I Dissidenti
Chi sono "I pellegrini dell'assurdo"? Sono coloro che scavano nella realtà attraverso un'introspezione perpetua e feroce, facendo dell'incertezza, e del delirio che ne deriva, una sorta di nutrimento. Vivono ai margini, ma restano in continuo contatto con chi li circonda; apparentemente assopiti, ma in realtà sempre vigili; fedeli alla purezza dei sensi, eppure coscienziosi. Sono così dentro al mondo da avere tutto il mondo contro e, in questo confronto costante, si mostrano nudi e fieri della propria vulnerabilità. I pellegrini dell'assurdo non hanno pari: affondano le radici nella terra, pur librandosi in aria e immergendosi in acque profondissime. Sono coloro che creano "sbriciolandosi", che si rigenerano dopo l'urto con la spietatezza dei canoni, che non possono fare a meno di lasciare tracce di sé, nonostante la società cerchi di condannarli all'oblio. Con un linguaggio raffinato e cesellato, così intenso da sfiorare la poesia, Silvia Giacomini ci consegna quattro racconti preziosi e a tratti inquietanti, in cui - grazie ad alcuni elementi distopici - spazio e tempo si dissolvono, e persino l'identità si rivela uno specchio fragile, riflesso di una volontà collettiva soffocante. (Mirea Borgia)
La metamorfosi delle cose Giacomini Silvia - Progetto Cultura, 2015
"I racconti di Silvia Giacomini sono l'ascolto dei "giovani morti" rilkiani, che mormorando preghiere, e offrendosi in oblazione, ascoltano, essendo; ed essendo essenzialmente corpo, Silvia Giacomini scrive. Nella loro cifra di simbolica stilizzazione, i suoi racconti costituiscono una declinazione dell'opera poetica, e un altrettanto netto distanziamento dalle consolanti traiettorie del mondo - una esplicita affermazione di quella rivendicata, e pensante, "innocenza del soffrire".[...] Che cosa sgomenta, dei Santi - anche laici -, dei cosiddetti "pazzi", dei borderline, dei marginalizzati, delle persone depresse e ferite, di coloro che rivendicano per sé la scandalosa ricchezza del soffrire? Probabilmente, il loro "No": sebbene non detto, ma reso carne e gesto..." (Dalla Presentazione di Matteo Mario Vecchio)