Libri di Giuseppe Grasso
Bibliografia di Giuseppe Grasso: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust Grasso Giuseppe - Solfanelli, 2010 - Athenaeum
La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust - Solfanelli
Intervista con ionesco. L'inconveniente di essere nati Grasso Giuseppe Ionesco Eugène - Solfanelli, 2017 - Arethusa
Nella primavera del 1985 Roma accoglie, fra le sue mura, Eugène Ionesco. Proprio in quell'occasione Giuseppe Grasso ha la fortuna e l'onore d'intervistare il noto commediografo, all'epoca settantaseienne. Come una nuvola che si rompe, dalle loro parole viene fuori un temporale di sollecitazioni che sono anche riferimenti, nomi e luoghi di una geografia che è una mappatura del composito orizzonte culturale ioneschiano. Se oggi quella lunga conversazione vede qui la luce in una versione più estesa, non è per un capriccio dell'autore, che vi ha rimesso mano riprendendo le registrazioni originali, ma in risposta a una peculiarità che ne giustifica la riproposizione sotto forma di libro: l'intervista è un documento e le pagine di cui si compone fanno «testo», cioè danno vita a un rapsodico saggio parlato sul teatro e sulla poetica di Ionesco. L'intervistatore parla con un gigante e lo fa con grande devozione, tenendosi comunque alla larga da complessi d'inferiorità. È sicuro del fatto suo e pone domande precise. Sa dove guardare, come prendere la mira, cosa aspettarsi.
La poesia di Vincenzo Cardarelli Grasso Giuseppe - Cadmo, 1982
«Ho avuto modo di seguire molto da vicino la nascita di questo lavoro di Giuseppe Grasso, di vederlo crescere e completarsi lungo una rigorosa linea critica sostenuta da un'eccellente informazione, che dai testi di Cardarelli si estendeva a tutto il clima e il mondo letterario cui egli attingeva e cui restituiva la sua opera poetica e in prosa. E ho sempre constatato la convinzione, ma vorrei dire l'entusiasmo, con cui Grasso si impegnava nell'affrontare e risolvere i suoi problemi sia di natura testuale che storica, e li esponeva poi con un'ampiezza e una generosità non comuni nei giovani al primo serio tentativo di raccogliere il frutto dei loro studi. Che questo lavoro, portato a termine entro lo specifico «iter» universitario, possa oggi uscire dalle pareti accademiche e affrontare l'onere della stampa e il giudizio dei lettori, è da una parte un giusto riconoscimento per l'autore, dall'altra un segno confortante della caduta di certi schermi che talvolta sembrano troppo separare l'attività all'interno delle Facoltà da quella che si svolge nel più vasto campo della società colta. All'autore l'augurio di continuare con gli stessi risultati la sua ricerca sulla letteratura italiana ed europea del secolo». (Giuliano Manacorda).