Libri di Gianluca Grossi

Bibliografia di Gianluca Grossi: tutti i libri in vendita online Musica folk e tradizionale

Guida alla musica dei paesi arabi. Dall'Algeria allo Yemen libro
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LIBRO   9788862889261

Guida alla musica dei paesi arabi. Dall'Algeria allo Yemen Grossi Gianluca   -  Odoya, 2025  -  Odoya Library

I Paesi di lingua araba condividono pratiche, teorie e strumenti musicali ma anche una grande varietà nelle diverse culture musicali. Le due principali regioni culturali sono il Mashrek e il Maghreb. A partire dal X secolo, la musica araba mantenne stretti contatti con la teoria musicale, il canto e gli strumenti persiani. Durante l'Impero Ottomano, a partire dal XIII secolo, la cultura turca dominò la vita musicale araba e una coscienza spiccatamente araba rinacque nel XIX secolo, promossa da riformatori, studiosi e musicisti islamici antiimperialisti. Un cambiamento fondamentale si verificò durante il dominio coloniale da parte delle potenze europee dopo la Prima guerra mondiale, quando gli arabi iniziarono ad adottare stili e strumenti musicali occidentali. Dalla metà del XX secolo fino a oggi la musica araba ha subito l'influenza anche della musica popolare americana, in particolare del jazz e dell'hip hop. E oggi? Gianluca Grossi ci accompagna attraverso tanti ascolti per conoscere meglio il recente passato e il presente della musica dei paesi arabi! La musica tradizionale araba è quasi interamente melodica. L'armonia (sistema di accordi) è assente. Il canto è considerato il fulcro dell'espressività musicale. Nella maggior parte dei casi i cantanti sono accompagnati da un ensemble strumentale che suona all'unisono, o quasi, con il cantante. Le melodie sono spesso molto elaborate e ricche di variazioni.

€ 20.00 € 19.00
LIBRO   9788864387048

Antropologie. Trecento e passa canzoni folk Grossi Gianluca   -  Zona, 2017  -  Zona Contemporanea

Antropologie è una raccolta di canzoni che raccontano persone e luoghi di periferia, la Brianza, le province di Milano e Monza, dove si respira un'aria laboriosa e umanamente arida, almeno all'apparenza. Il verde c'è e non c'è, c'è molto asfalto, molto grigio, le persone si parlano ma anche no. C'è diffidenza e moltissima fretta. C'è il desiderio di arrivare chissà dove senza sapere che non c'è da arrivare da nessuna parte. D'estate si muore dal caldo, d'inverno dal freddo. Gli anziani amano fare l'orto e c'è ancora chi va in osteria. Pochi girano ancora in bicicletta, molti vanno in palestra. Le spighe di granturco benedicono ogni orizzonte ma quando è sereno dominano le cime aguzze del Resegone e delle Grigne. E qualche ciminiera. Da una parte c'è l'Adda, dall'altra il Lambro, in mezzo canali e sottocanali e il sempiterno respiro del Molgora. E poi le pizzerie, le agenzie immobiliari, i testimoni di Geova, i profughi, le piazze deserte, gli oratori, e le vecchie cascine che crollano e portano via per sempre un passato glorioso e romantico, ma pure difficile e pieno di insidie.

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