Libri di Alessandro Gualtieri
Bibliografia di Alessandro Gualtieri: tutti i libri in vendita online Prima Guerra Mondiale, 1914-1918
La battaglia della Somme. L'artiglieria conquista, la fanteria occupa Gualtieri Alessandro - Mattioli 1885, 2010 - Archivi Storici
La battaglia della Somme. L'artiglieria conquista, la fanteria occupa - Mattioli 1885
L'aviazione della grande guerra. Cavalieri, tattiche e tecnologie nei cieli d'Europa Gualtieri Alessandro - Mattioli 1885, 2015 - Archivi Storici
Se i fratelli Wright inventarono l'aeroplano, il Primo Conflitto Mondiale diede alla luce l'aeronautica. Spinti dalle crescenti esigenze di offesa e difesa, i fragili biplani dei pionieri mutarono in vere e proprie macchine da combattimento, mentre la costruzione artigianale lasciò il posto alle iniziative industriali sempre più importanti e ambiziose. E facile immaginare che, là dove i pionieri del volo gettarono le basi di ciò che sarebbe diventata una delle più clamorose conquiste tecnologiche del secolo scorso, i militari si impadronirono della rivoluzionaria tecnologia e di tutti i giovani talenti capaci di "volare" con le ali del proprio folle coraggio e librarsi realmente in volo con i primi esemplari di aeroplani e palloni aerostatici da osservazione - i più arditi sarebbero diventati veri e propri "cavalieri del cielo". La cosiddetta "guerra aerea" può essere assimilata a tutti gli altri fronti del Primo Conflitto Mondiale. Il periodo 1914-1918 registrò, infatti, per la prima volta nella storia e su larga scala l'impiego delle neonate tecnologie aeronautiche a scopi bellici. Ci volle un po' di tempo prima che i Generali Europei riconoscessero la validità e l'intrinseca potenzialità di questa nuova arma. In seguito, apparvero differenti connotazioni tattiche che portarono alla realizzazione di esemplari destinati al combattimento, alla ricognizione e al bombardamento. L'aviazione militare fu quindi interessata da uno sviluppo estremamente repentino.
Le battaglie di Ypres. Il saliente più conteso della grande guerra Gualtieri Alessandro - Mattioli 1885, 2011 - Archivi Storici
Dal 1914 al 1918 solo un dito scheletrico, puntato mostruosamente verso il cielo, era ciò che rimaneva dell'imponente "Cloth Hall" nel cuore di Ypres. Fu l'unico, muto testimone della prematura e violenta dipartita di circa duecentocinquantamila giovani vite nell'inferno del campo di battaglia circostante. Ypres non esisteva più a causa dell'incessante fuoco delle artiglierie tedesche e il putrescente fango che permeava l'intero saliente minacciava di inghiottirne per sempre anche gli ultimi cumuli di macerie. La prima battaglia di Ypres, nell'Aprile 1915, inaugurò un nuovo, tremendo sistema per cercar di aver la meglio sul nemico: l'uso indiscriminato di gas letali, tra cui il fosgene, il cloro e il solfuro dicloroetilico: non a caso, le miscele chimiche più aggressive presero il nome identificativo generico di "Iprite", dalla stessa cittadina Belga. Nel decennio successivo alla Grande Guerra, la cittadina belga esisteva solo nelle cartine geografiche della Guida Michelin (un'edizione speciale sui campi di battaglia delle Fiandre); fu meta di imponenti pellegrinaggi da parte dei familiari dei soldati britannici che qui avevano perso la vita.