Libri di Stefano Guglielmin
Bibliografia di Stefano Guglielmin: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: studi generali
Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità Guglielmin Stefano - Moretti & Vitali, 2014 - Narrazioni Della Conoscenza
"I passi che noi compiamo per inoltrarci nella vita non si rivolgono a un progredire, a un gettarci in avanti. Il nostro progredire cessa con la nascita, quella nascita che darà l'avvio al dolore dell'esilio e che finirà con l'indurci al 'ritorno'. Ecco quanto registra questo libro. Nascita come esilio, dunque; un esilio doloroso e massimamente insicuro. Principio come dolore: tale è l'evento che Stefano Guglielmin tratteggia sotto i nostri occhi. Alle 'vie' del ritorno dall'esilio è dedicato questo libro, non senza qualche avvertenza. A iniziare da quel plurale: 'vie'. Con quel plurale l'autore annuncia che non unica è la via che porta al ritorno. Giungendo a precisare, fin dalle prime pagine dell'opera, che 'ciascuna via del ritorno è già sempre sviata dalla morte, s-centrata, depotenziata o esaltata, e comunque porta altrove'. L'avvertenza è chiara: il cammino che ci aspetta è labirintico. E non potrebbe essere altrimenti se, come Guglielmin chiarisce, la destinazione del ritorno non è mai l'indiviso della metafisica, o il principio incausato delle religioni, o una storica età dell'oro. La terra da raggiungere con il ritorno è sempre una 'terra abitabile': 'un'heimat in cui situarsi se non altro da nomadi, da viandanti', come registra l'autore nel prefiggersi di indagare a questo proposito le vie indicate dall'Orestea di Eschilo, dalle Rime di Cecco Angiolieri, dalle opere di Diderot, Rousseau e Voltaire..." (Dalla postfazione di Flavio Ermini)
La lingua visitata dalla neve. Scrivere poesia oggi Guglielmin Stefano - Aracne, 2019 - Paideia
Il primo obiettivo del volume è di natura didattica e consiste nel ripercorrere la storia della poesia lineare dell'ultimo secolo, cercando gli snodi che hanno traghettato la lirica simbolista sino a oggi, consentendole di coabitare il contemporaneo con la lirica non simbolista, ma anche con gli stili prosaici e gli sperimentalismi asintattici; il secondo indaga le condizioni di praticabilità degli stili individuati, cercando di precisare le forme dell'odierna poesia italiana, quelle soluzioni stilistiche e tematiche in grado di legittimare l'esistenza del poetico, laddove esso sembrerebbe oramai inutile a dare un contributo costruttivo alle umane sorti, anche se non necessariamente progressive, di una civiltà sempre meno capace di comunicazione autentica.
Senza riparo. Poesia e finitezza Guglielmin Stefano - La Vita Felice, 2009 - Sguardi
Senza riparo è un libro di rigore e passione: libro coraggioso di ricerca e pensiero onesto" in senso sabiano, alimentato da profonda necessità interiore e volontà di ascolto. È evidente la grande lucidità che lo attraversa, sorretta dalla conoscenza della poesia contemporanea e delle discussioni in atto sul "fare poesia" e sul canone, ma anche ricco di intuizioni critiche sul lavoro di alcuni poeti e poetesse scelti da Guglielmin a partire da una costante lettura dei testi, oltre che dall'esperienza del blog da lui ideato. A questi autori e autrici in alcuni casi è dedicato un articolato saggio, altrove leggiamo invece solo spunti, acute osservazioni relativamente all'ultimo libro pubblicato da un autore ma, comunque, si ha sempre la sensazione che in queste pagine la parola dell'autore interroghi e insieme scavi in profondità la potenza della poesia. Guglielmin sa far dialogare passato e presente; poesia e filosofìa; estetica ed etica: "parola in azione" questa, parola rizomatica, indagatrice inesausta e attiva nel grande arcipelago della poesia contemporanea e nel tessere collegamenti tra i vari poeti e con il clima culturale complessivo del '900.