Libri di Giovanni Guzzetta
Bibliografia di Giovanni Guzzetta: tutti i libri in vendita online Politica e governo
La Repubblica transitoria. La maledizione dell'anomalia italiana che fa comodo a tanti Guzzetta Giovanni - Rubbettino, 2018 - Problemi Aperti
A differenza delle grandi democrazie consolidate, l'Italia, in tutta la sua storia repubblicana, è stata segnata da una fondamentale anomalia istituzionale. Accanto alla fisiologica lotta politica tra i partiti, è stato sempre evidente che le regole del gioco, la cornice in cui si svolgeva la partita, non fossero stabilizzate una volta per tutte, ma che gli assetti politico-istituzionali fossero connotati da una intrinseca provvisorietà. L'idea dell'incompiutezza della Repubblica italiana si manifesta sin dall'Assemblea costituente. Da allora, in ogni fase di sviluppo politico del Paese, non è mai mancato il riferimento a un "compimento" non ancora raggiunto. Prima per le divisioni ideologiche dovute alla guerra fredda, poi per il crollo della prima repubblica e alla necessità di definire le regole della seconda, oggi a causa dell'aprirsi di un nuovo scenario post-elettorale, la vita politica italiana è sempre stata interpretata all'insegna della eccezionalità, dell'anomalia, spesso anche dell'emergenza. Abbiamo assistito in questo modo, alla nascita di una costituzione parallela, germogliata nelle maglie lasciate aperte da quella formale, che ha offerto sviluppi del tutto imprevisti e persino all'origine ritenuti di dubbia legittimità. Il volume descrive questo processo, mettendo in evidenza i caratteri di questa "repubblica transitoria", l'influenza che essa ha avuto sui comportamenti delle forze politiche e sulle scelte fondamentali. Insomma nella repubblica transitoria c'è sempre stato un buon motivo per eludere la normalità, per rinviare il compimento istituzionale, per non "chiudere" la transizione. Oggi, in un contesto interno e internazionale tumultuoso e incerto, il bivio che l'Italia ha davanti si presenta in termini particolarmente drammatici. Può continuare a ritenersi una Repubblica transitoria, segnata da anomalie ed episodici slanci velleitari, razionalizzando l'esistente della costituzione parallela che si è imposta, oppure assumersi la responsabilità di essere una Repubblica adulta e definire un assetto politico-istituzionale coerente con i modelli più consolidati delle democrazie avanzate in grado di affrontare, con strumenti finalmente adeguati, le immani sfide che ci attendono.
Italia, si cambia. Identikit della riforma costituzionale Guzzetta Giovanni - Rubbettino, 2016 -
Il dibattito sulla riforma è avvelenato. Scontri ideologici che spesso ignorano i contenuti. Al di là delle tante soluzioni ipotetiche, però l'alternativa è chiara: conservare o cambiare. Di qui la necessità di "conoscere per deliberare", come ricordava Einaudi. Il libro analizza la riforma esaminando i mali delle istituzioni italiane, senza intenti apologetici o demolitori. Un esame di luci e ombre in vista del referendum costituzionale. Fin dal 1946, la classe dirigente ha accreditato l'idea che l'Italia sia una Repubblica in perenne transizione, nell'attesa di diventare una democrazia normale. Già in assemblea costituente Calamandrei ricordava che "sugli scopi, sulle mete, sul ritmo di questa rivoluzione ancora da fare", non c'era accordo. Il compromesso costituzionale nacque così. Per settant'anni questo è stato l'alibi per scelte sempre all'insegna della provvisorietà, dell'eccezione, dell'emergenza. Senza mai giungere a una stabilizzazione duratura. E la Costituzione in mezzo, evocata come una sacra reliquia intoccabile o come il feticcio da abbattere. Oggi, i cittadini hanno la possibilità di pronunziarsi sul futuro della Repubblica transitoria. Chiarirsi le idee non è solo cruciale, è anche un dovere civico.
Italia. Ultima chiamata Guzzetta Giovanni - Rizzoli, 2008
"Tutti parlano oggi di riforme nel Parlamento, vi sono proposte, semiproposte e accenni nebulosi di proposte. Due temi stanno più frequentemente all'ordine del giorno: modifiche nella composizione del Senato e nuovi sistemi elettorali per la Camera dei Deputati" affermava Meuccio Ruini nel 1962. Oggi, quarantasei anni dopo, discutiamo ancora di riforma elettorale e modifica del bicameralismo, mentre siamo ostaggio di una classe politica sempre più vecchia, arroccata in un Parlamento che sembra un vivaio di partiti e partitini. Eppure gli stessi politici che da anni parlano di immobilismo hanno sistematicamente mancato l'obiettivo del cambiamento, come se la "corsa alle riforme" non fosse altro che una buona trappola elettorale: la classica promessa da marinaio che ha via via sfiduciato i cittadini e - mai come negli ultimi tempi - li ha allontanati dalla politica. Che il rinnovamento italiano sia perennemente in crisi non è certo una novità, e questo momento di generale disfattismo può essere superato in un solo modo: è ora di cambiare le regole del gioco, perché se la macchina non funziona è impossibile migliorare la politica. Ma per lanciare un processo di riforme bisogna prima capire cosa ha prodotto questa situazione di stallo. In "Italia. Ultima chiamata" Guzzetta individua le cause storiche dell'attuale paralisi politica, spiegando con chiarezza perché questo sistema, fatto di coalizioni rissose e maggioranze friabili, non è in grado di guidare il Paese.