Libri di Cur Iozzo
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Arte della Magna Grecia. La collezione Colombo nel museo archeologico nazionale di Firenze. Ediz. illustrata Iozzo M. (Cur.) - Polistampa, 2013
Catalogo dell'omonima mostra allestita tra l'aprile e il giugno del 2013, la pubblicazione è dedicata al lotto della collezione G. Colombo che il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha acquistato nel 2012, accanto a un'ampia selezione dei materiali rimasti di proprietà privata. Formatasi in Italia Meridionale tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento a opera di Carlo Colombo e di suo figlio Giovanni Battista, costruttori dei primi tratti della linea ferroviaria "Jonica" calabro-lucana, l'importante raccolta è costituita da bellissimi vasi (apuli, dauni, peucezi), statuette di terracotta, bronzi e altri oggetti in oro, piombo, alabastro e vetro, provenienti in prevalenza da tombe e santuari del versante ionico della Magna Grecia e da contesti databili principalmente al IV secolo a.C. Di tale ambito geografico-culturale e di tale arco cronologico, la collezione Colombo offre un vasto e rappresentativo panorama che documenta diversi aspetti della cultura materiale italiota, da quelli più comuni e di massa alle produzioni più elaborate e impegnative, destinate ai committenti italici (indigeni) che evidentemente molto le apprezzarono, fino a riempirne le loro case.
La chimera di Arezzo Iozzo M. (Cur.) - Polistampa, 2009
Il volume è il catalogo della mostra The Chimaera of Arezzo allestita al J. Paul Getty Museum at the Getty Villa di Los Angeles dal 16 luglio 2009 all'8 febbraio 2010. Ritrovato fuori Porta S. Lorentino ad Arezzo nel 1553, il grande bronzo etrusco è datato al V secolo a.C. e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Raffigura una belva mitica dalla triplice natura di leone, capra e serpente, figlia del gigante Tifone e di Echidna e vinta dall'eroe Bellerofonte sul cavallo alato Pegaso. Per Firenze, la Chimera è più di un eccezionale manufatto archeologico: è un simbolo, il primo pezzo delle collezioni granducali, oggetto di cure particolari da parte di Cosimo I, come riferisce Benvenuto Cellini. Oggi per la prima volta in assoluto, questo capolavoro unico e inestimabile della bronzistica etrusca sarà presentato al pubblico americano accanto a opere provenienti dalla Getty Museum and Research Library. Oltre a presentare le opere esposte in mostra, il volume ripercorre la storia del mito della Chimera, ricostruisce la vicenda del prezioso bronzo etrusco e dell'immagine della mostruosa creatura nel mondo etrusco attraverso i contributi scientifici di Fulvia Lo Schiavo, Karol Wight, Claire L. Lyons, Seth D. Pevnick, G. Carlotta Cianferoni, Adriano Maggiani, Mario Iozzo.
The chimera of Arezzo. Ediz. multilingue Iozzo M. (Cur.) - Polistampa, 2009
Il volume è il catalogo della mostra The Chimaera of Arezzo allestita al J. Paul Getty Museum at the Getty Villa di Los Angeles dal 16 luglio 2009 all'8 febbraio 2010. Ritrovato fuori Porta S. Lorentino ad Arezzo nel 1553, il grande bronzo etrusco è datato al V secolo a.C. e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Raffigura una belva mitica dalla triplice natura di leone, capra e serpente, figlia del gigante Tifone e di Echidna e vinta dall'eroe Bellerofonte sul cavallo alato Pegaso. Per Firenze, la Chimera è più di un eccezionale manufatto archeologico: è un simbolo, il primo pezzo delle collezioni granducali, oggetto di cure particolari da parte di Cosimo I, come riferisce Benvenuto Cellini. Oggi per la prima volta in assoluto, questo capolavoro unico e inestimabile della bronzistica etrusca sarà presentato al pubblico americano accanto a opere provenienti dalla Getty Museum and Research Library. Oltre a presentare le opere esposte in mostra, il volume ripercorre la storia del mito della Chimera, ricostruisce la vicenda del prezioso bronzo etrusco e dell'immagine della mostruosa creatura nel mondo etrusco attraverso i contributi scientifici di Fulvia Lo Schiavo, Karol Wight, Claire L. Lyons, Seth D. Pevnick, G. Carlotta Cianferoni, Adriano Maggiani, Mario Iozzo.