Libri di Alessandro Izzi
Bibliografia di Alessandro Izzi: tutti i libri in vendita online Cinema, film
Film come Requiem. Analisi e interpretazione del rapporto tra suono e immagine nel cinema di Luchino Visconti Izzi Alessandro - Helicon, 2021
"Faccio film come Requiem", aveva dichiarato una volta, in un'intervista, Luchino Visconti. Più che una battuta, una vera e propria dichiarazione d'intenti, questa, da parte di un regista, che, nel corso di una carriera multiforme, divisa tra cinema, teatro e allestimenti lirici, ha cantato sempre i cambiamenti in atto nella società italiana ed europea tra Ottocento e Novecento. I suoi film sono, quindi, Requiem per un mondo che rincorre ancora l'illusione delle magnifiche sorti e progressive cantate da Leopardi, ma anche per il corpo dolente dei vinti, dei dimenticati, dei reietti che la Storia si lascia dietro. In questo lucido compianto risiede, forse, il motivo di maggior fascino dell'opera di un regista che, a torto, è stato per lungo tempo considerato meramente accademico. L'analisi dell'orchestrazione degli elementi sonori del suo cinema, portata avanti in questo saggio, è il tentativo di dimostrare la straordinaria vitalità di una lezione registica che ha lasciato un segno indelebile nella nostra cinematografia. Un magistero che oscilla tra i due poli di Estetismo e Realismo in maniera assolutamente originale e, per troppo tempo, sostanzialmente fraintesa.
Dal Tibet a Hollywood. Bertolucci, Scorsese e Herzog. Tre sguardi occidentali sul buddismo Izzi Alessandro - Aracne, 2008 -
Il volume è un tentativo di analizzare il rapporto difficile e contraddittorio che intercorre tra cinema (o perlomeno tra l'idea occidentale di cinema) e buddhismo. Attraverso l'analisi delle opere di tre dei maggiori autori cinematografici viventi che hanno affrontato, da occidentali, il tema del buddhismo, Scorsese, Herzog e Bertolucci (i film presi in considerazione sono, ovviamente, "Kundun", "Piccolo Buddha" e "Kalachakra", cui si aggiunge anche "Sette anni in Tibet" di Annaud), l'autore costruisce un complesso affresco di interrelazioni, di rimandi, di incastri tra la filosofia buddhista e il materialismo capitalista del mondo occidentale. "L'analisi filmica quindi", per usare le parole dell'introduzione di Giovanni Spagnoletti, "si riprende la libertà e la fantasia interpretativa che le compete, proponendo degli scenari altri rispetto a quanto di consueto si legge nei lavori di esegesi cinefila".