Libri di Cur Kierkegaard Soren Borso

Bibliografia di Cur Kierkegaard Soren Borso: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1900

Timore e tremore. Lirica dialettica di Johannes de silentio libro
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LIBRO   9788837240417

Timore e tremore. Lirica dialettica di Johannes de silentio Kierkegaard Søren  Borso D. (Cur.)   -  Morcelliana, 2025  -  Filosofia

«Quando si tratta di pensare ad Abramo, sono come annichilito. In ogni momento mi accorgo di quel paradosso enorme che è il contenuto della vita di Abramo, in ogni momento vengo respinto indietro e il mio pensiero malgrado tutta la sua passione non può penetrarlo, non può giungere di un capello oltre. Tendo ogni muscolo per aguzzare la vista, istantaneamente divento paralitico». Nei suoi scritti Kierkegaard ritorna più volte sulla figura di Abramo. Il momento topico del sacrificio di Isacco - attorno a cui ruota questo libro offerto al lettore italiano in una nuova traduzione basata sull'edizione critica danese - è per lui il respingimento della fidanzata Regine Olsen e, al tempo stesso, l'occasione per smontare la concezione hegeliana che confinava la fede a stadio primo e immediato della conoscenza umana. Con una serrata logica inferenziale che deve molto agli Stoici, Kierkegaard lavora ai confini della ragione, dunque al limite del paradosso, restituendo alla fede il suo statuto di passione eccedente.

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LIBRO   9788878020740

Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate Kierkegaard Sören  Borso D. (Cur.)   -  Guerini E Associati, 1991  -  Saggi

Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate - Guerini e Associati

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LIBRO   9788817170208

Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate Kierkegaard Sören  Borso D. (Cur.)   -  Rizzoli, 1995  -  Bur Classici

Pubblicato nel 1841, «Sul concetto di ironia» è il frutto mirabile di un accoppiamento tra entusiasmo e ironia: entusiastica la dedizione giovanile con cui l'autore si vota alla filosofia, ironico il distacco esasperante che pone tra la materia e sé, e tra sé e il lettore. Da un lato la nobile aspirazione dell'uomo all'infinito, dall'altro l'inevitabilità della sua sconfitta. Le due figure che dominano l'opera sono Socrate e Cristo: il primo raffigura la finitezza, la pura domanda, l'umana ricerca della verità; il secondo è l'unica autentica risposta alla domanda socratica, l'unica esperienza singolare in cui l'eterno si è incarnato nella storia. Da qui Kierkegaard ricava quella che sarà la sua via per fuggire l'angoscia, per trasformare un problema in una soluzione: mutare il passato in futuro, morire nel peccato per rinascere nella redenzione.

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