Libri di Cur Koch
Bibliografia di Cur Koch: tutti i libri in vendita online Poesia
Treny. Treni lamenti Kochanowski Jan Fasoli G. O. (Cur.) - Agorà & Co. (Lugano), 2020 - Le Rive. Autori Traducono Autori
«Con Treny di Jan Kochanowski (1530-1584) il Rinascimento polacco e tutta la poesia slava pre-moderna conseguono il loro capolavoro. In un breve ciclo di 19 componimenti elegiaci di vario metro e misura è racchiuso un universo di pensiero, tutta la crisi dell'uomo rinascimentale che - posto di fronte al male e al dolore assoluti per la morte di una bambina men che treenne - tenta una ricostruzione della perduta armonia del mondo, e della propria stessa identità, dignità e integrità umana e paterna. E nel 'sogno', cioè nella poesia, ci riesce» (dall'Introduzione di Luigi Marinelli). In questa edizione, oltre al testo originale in polacco, si può leggere la traduzione dei Treny rimasta fin qui inedita, a opera di Umberto Norsa, della quale viene pubblicata in appendice anche la scansione del manoscritto, e viene riproposta anche la versione di Enrico Damiani, già pubblicata nel 1926 e, in una "nuova edizione ampliata e riveduta", da I.p.E.O. nel 1930. Completa il volume un ricco apparato di note utile, assieme alla doppia introduzione di Luigi Marinelli, per la migliore collocazione del capolavoro kochanowskiano nel contesto del Rinascimento europeo e della traduzione di poesia.
Il congedo dei messi greci Kochanowski Jan Ceccherelli A. (Cur.) - Valigie Rosse, 2024 - Fiori Polacchi
"Il congedo dei messi greci", del poeta polacco rinascimentale Jan Kochanowski, è una tragedia di alto valore poetico, e insieme di grande attualità, ispirata al teatro greco antico e al teatro rinascimentale italiano. In scena va l'antefatto degli eventi narrati da Omero: i Greci hanno inviato due messi a Troia a chiedere indietro Elena e i notabili della città devono pronunciarsi sulla richiesta. L'esito è noto a tutti, così come le sue conseguenze, ma ciò che preme all'autore è l'intreccio di interessi, passioni, ragioni che conduce infine alla catastrofe: è una tragedia politica, al cui centro vi è - diremmo oggi - un conflitto di interessi, incarnato da Paride e contrastato da Antenore. È tradotta per la prima volta in italiano.
La saga dei volsunghi. Testo moreno a fronte Koch L. (Cur.) - Carocci, 1998 - Biblioteca Medievale
«Ho lavorato tanto per arrivare a questa vendetta» - dice il primo dei grandi personaggi femminili della Saga dei Volsunghi (1260-1270 ca.), Signv, la Siglinde di Wagner - «che a nessuna condizione la vita sarà per me più vivibile». In questa storia d'oro e di sangue si dispiegano smodate possibilità e smisurate frustrazioni, si confrontano figure indimenticabili: Sigurdr-Sigfrido, eroica e straordinaria armatura vuota trasognato esecutore di ordini altrui, Brynhildr-Brunilde, compendio disarmonico di tutte le idee femminili che si è fatto l'Occidente, Bella Addormentata, Principessa nella Torre, Bisbetica Domata, Vergine Mortifera. L'anonimo autore della saga, con un accanimento prosastico senza pari e insieme con magnifiche riprese visive e sonore - l'inquietante luccicare delle spade, il cielo sempre oscurato, trasvolato da Valchirie, il continuo, ululare dei lupi, le bevande tutte torbide e affatturate- riesce a proporre un'interpretazione ferrea, stranamente razionale e laica, corale e desolata, della più eroica e della più meravigliosa delle legende germaniche.