Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Douce France La Porta F. (Cur.) - Gremese Editore, 2021 - Le Girandole
Cosa hanno in comune Montaigne, Voltaire, Céline e il commissario Maigret? Tutti inseguono, caparbiamente, l'"aspra verità" - su di sé, sulla società, sul mondo, sulla nostra condizione. Il nostro rapporto con la Francia è stato (per lo più) di amore, di fascinazione, a volte di diffidenza. Dei cugini d'oltralpe non ci entusiasmava la esibita grandeur, però ci hanno sempre attratto il radicalismo, l'esprit, l'eleganza dello stile, la passione per la giustizia, la fiducia quasi fanatica nella ragione, l'oscillazione tra gli estremi (nichilismo cupo del marchese de Sade e delicata felicità delle tele degli impressionisti). Questo impulso di disarmata sincerità ha contagiato gli scrittori italiani ospitati in questo volume - tra i migliori della nostra letteratura attuale - che hanno raccolto l'invito a parlare della Francia: i loro testi, diaristico-narrativi, si rivelano come tanti microromanzi di formazione, schietti e privi di convenevoli. Non sapremo mai se è meglio, in assoluto, il formaggio francese o quello italiano, ma forse d'ora in poi ognuno di noi potrà deciderlo senza più sciovinismi e pregiudizi culturali.
E finita la controra. La nuova narrativa in Puglia La Porta F. (Cur.) - Manni, 2009 - 100 Autori
In questa antologia Filippo La Porta fa il punto sulla narrativa pugliese che, a partire dagli anni Novanta, vive una sua Nouvelle Vague, o Rinascimento, o in qualunque modo lo si voglia chiamare. 19 autori nati tra il 1956 e il 1986 provano a dare un senso, anzi sensi diversi alla mutazione delle Puglie. Raccontano delle contraddizioni e dell'incanto di una terra che può declinarsi al plurale; e di fallimenti che non sono solo dissipazione ma anche creatività ed epica. Si legge una inconsapevole opposizione alla modernità e un suo irresistibile, inquietante, fascino.
Gli occhi di Napoli. Diciotto racconti e la modernità da inventare La Porta F. (Cur.) - Edizioni Iod, 2022
I racconti (tutti già editi) qui raccolti su Napoli - diciotto -; cercano di afferrarne una verità meno convenzionale. La letteratura è una immensa contestazione dell'ovvio! Da queste narrazioni a ora la ricerca di una identità composita, in parte inesplorata, tutta da ridisegnare. Insomma, più o meno consapevolmente, questi diciotto racconti intendono uscire dal dilemma paralizzante tra una alterità indomabile e però mitica (anch'essa parte del racconto coloniale della città) e la uniformità a modelli dominanti, basati su e cientismo e competitività. Un tentativo che, in termini civili, si traduce nell'impegno a far coesistere la voglia di "normalità", di servizi funzionanti, di regole anonime e impersonali, di sicurezza e legalità (unica arma dei senza potere) e la resistenza, anche solo involontaria, a una omologazione fatta di consumi e distruzione dell'ambiente, di primato della prestazione su qualsiasi ozio contemplativo e (legittimamente) dissipativo. Mettono in gioco, pur con modi diversissimi, la "invenzione" - sempre un po' avventurosa - di una modernità diversa da quella oggi ovunque imperante.