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Santo subito. Mario Draghi è veramente un fuoriclasse dell'economia? La Torre Giovanni - Paperfirst, 2022 - Varia
Il richiamo ancestrale dell'uomo forte al comando in Italia sembra trovare un terreno più fertile che altrove, ma quando anche i cronisti cedono all'irresistibile fascino dell'eroe venuto dall'Europa, quel Mario Draghi da tutti beatificato, allora sì che sarebbe il caso di cominciare a farsi qualche seria domanda sullo stato di salute della nostra fragile democrazia. La cosiddetta "Pax Draghiana" tanto celebrata a reti unificate ha davvero caratterizzato un momento di rinascita del nostro Paese o si è forse trattato di un clamoroso abbaglio collettivo? Il SuperMario nazionale ha davvero il potere di realizzare l'impossibile con la sola imposizione verbale? Cercare di fare le pulci al suo passato per comprendere meglio il suo - e soprattutto il nostro - presente ha il valore di una bestemmia o non si tratta forse di un obbligo deontologico per chi pratica il nobile mestiere del giornalismo? Con "Santo subito" Giovanni La Torre sfida la vulgata che vuole Mario Draghi il salvatore della patria, affrontandolo nel campo in cui il novello messia si muove meglio: l'economia.
Chi e cosa ci hanno ridotti così La Torre Giovanni - Streetlib, 2018
In questo libro Giovanni La Torre cerca di analizzare, anche attraverso riferimenti storici, le cause profonde che hanno portato il nostro Paese sulla via del declino e dell'insignificanza internazionale. In particolare sono quattro i macro problemi individuati e analizzati: il debito pubblico, la scadente produttività, la corruzione e la qualità della classe dirigente. Da questi quattro grandi mali italiani derivano tutti gli altri tra cui la bassa crescita economica. Dal punto di vista storico, il momento di svolta viene individuato nel 1969, quando l'"autunno caldo" imponeva un cambio profondo della politica e invece gli equilibri internazionali, e il "bipartitismo imperfetto", hanno imposto il permanere alla guida del Paese sempre dello stesso partito: la Democrazia Cristiana. Da quel momento la politica non è più stata in grado di elaborare progetti per il futuro del Paese, e tanto meno di attuarli. L'attività di governo è andata avanti alla giornata, salvo poche e brevi parentesi. La fine della guerra fredda, che avrebbe potuto costituire un momento di svolta, ha determinato un cambio di classe politica ma non delle abitudini politiche, le quali anzi sono peggiorate. Lo stesso scoppio di Tangentopoli, che prometteva svolte importanti, alla fine non è riuscito a cambiare certe prassi deleterie per la politica e l'economia.