Libri di Gilles Lacavalla Sergio

Bibliografia di Gilles Lacavalla Sergio: tutti i libri in vendita online ARTI

Rockriminal e altre storie libro
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LIBRO   9788885798519

Rockriminal e altre storie Lacavalla Sergio Gilles   -  Tempesta Editore, 2025  -  Tritono

A volte il rock'n'roll ti salva, altre ti uccide. In una stanza d'hotel, in un appartamento da star, su una strada di lampioni tristi, un'autostrada con il sole sfinito, un lampo di luce accecante e poi il buio di psicofarmaci, droghe, coltelli e pistole. "Rockriminal e altre storie" è un saggio narrativo ma anche un memoir e una raccolta di racconti su eroi sconfitti, amori finiti, tristezza e desideri nel paesaggio di un rock che pare, alla fine, distruggere tutto. Si può cadere nel delitto per inseguire un'illusione. Questo è un libro sui delitti e le illusioni.

€ 25.00 € 23.75
LIBRO   9788860632814

Rockriminal. Murder ballads. Storie di rock balordo e maledetto Lacavalla Sergio Gilles   -  Coniglio Editore, 2011  -  Soundcheck

"Padre, la dia a Johnny Cash". GIen Sherley, detenuto del carcere di massima sicurezza di Folsom, consegnò la sua canzone al cappellano della prigione. Nel penitenziario, quello era un giorno speciale. Il 13 gennaio del 1968, Johnny Cash salì sul palco della casa circondariale di Folsom. "Hello! l'm Johnny Cash", si presentò con la frase che sarebbe diventata consueta. I duemila detenuti lo salutarono esultando. Lui attaccò con Folsom Prison Blues, e quando cantò "But I shot a man in Reno, just to watch him die" ("Ma ho sparato a un uomo a Reno, giusto per vederlo morire") le urla e gli applausi dei detenuti si alzarono di più, e con essi i fucili dei secondini. Seduto sul letto del Moonlight Motel, Jeffrey Lee Pierce posò la pistola del suo Club vicino ai soldi. E attese con la televisione accesa. Uccidere verso un'alba illuminata dal Sole Nero. Uccidere per porsi "al di fuori dell'Ordine di questo mondo". L'8 agosto dopo l'assassinio, i Dissection suonano al Wacken Open Air in Germania. Alla Terza Divisione Omicidi della 51esima strada, Sid confessò: "L'ho uccisa io perché sono un fottuto cane bastardo". Ma come sono andate le cose non lo sapeva neanche lui. Non ricordava niente. La stanza era stata svaligiata, i quindicimila dollari (o ottanta che fossero) non c'erano più. Prefazione di Massimo Carlotto.

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