Libri di Erik Larson
Bibliografia di Erik Larson: tutti i libri in vendita online Narrativa di ambientazione storIca
Il demone dell'inquietudine. L'alba della guerra civile americana Larson Erik - Neri Pozza, 2025 - Bloom
Quando una nazione è sull'orlo di un abisso, può accadere che l'arroganza, la malafede o la brama di potere di un pugno di persone la spingano nel vuoto. Tra il 6 novembre 1860 - giorno in cui il repubblicano Abraham Lincoln diventa il 16° presidente degli Stati Uniti - e il 12 aprile 1861 - giorno in cui a Fort Sumter, South Carolina, si spara il primo colpo della Guerra civile - accade proprio questo. La vittoria di Lincoln suggella un periodo di tensioni disgreganti: gli stati del Sud vogliono distruggere l'Unione e il neoeletto deve fermare l'emorragia secessionista. L'abolizione della schiavitù è il combustibile che fa divampare le fiamme dello scontro tra la borghesia dell'èra industriale e l'aristocrazia terriera arroccata in un anacronistico privilegio. Ma questa è storia nota. L'incredibile cronaca di quei cinque mesi, cruciali e convulsi, lo è invece molto meno. Com'è potuto avvenire che il South Carolina, «staterello arrogante» tetragono a qualsivoglia forma di progresso, abbia scatenato il conflitto più sanguinoso di tutte le guerre americane messe insieme? Quando il «demone dell'inquietudine» ha avuto la meglio su ogni altra ragione? Attingendo a diari, documenti, lettere, Larson ci immerge in una storia di errori fatali, fraintendimenti assurdi, egotismi incendiari, tragedie personali e orribili tradimenti. Sentiremo, sopra le altre, le voci di Robert Anderson, comandante di Fort Sumter, ex proprietario di schiavi eppure fedele all'Unione; di Edmund Ruffin, deputato vanesio e sanguinario che tiene a bada la depressione con l'ardore secessionista; di Mary Boykin Chesnut, moglie di un piantatore, in conflitto sia sul matrimonio che sulla schiavitù. E poi c'è lui, il presidente altissimo e triste, che non potrà evitare la guerra da cui uscirà vincitore ma umanamente sconfitto. Vi invito ora a entrare in quel passato, in quel tempo di paura e discordia, e a sperimentare la passione, l'eroismo, il dolore come se viveste davvero in quell'epoca e non conosceste ancora il finale della storia.
Il giardino delle bestie. Berlino 1934 Larson Erik - Beat, 2025 - Beat. Bestseller
Nel 1933 William E. Dodd, stimato professore di storia all'università di Chicago, riceve una inattesa telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino. Dodd è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosevelt. Certo, ha conseguito un dottorato a Lipsia e conosce il tedesco, ma nulla più. Tuttavia, per il presidente è l'ambasciatore perfetto per un paese che rappresenta per l'America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a saldare. Ed è così che il professor William Dodd, in compagnia dell'esuberante figlia Martha, si ritrova nel cuore della Germania nazista, nella capitale del Reich millenario pavesata di suggestivi stendardi rossi, bianchi e neri; seduto negli stessi caffè all'aperto frequentati dalle SS nella loro elegante uniforme nera; negli stessi salotti frequentati da Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente. Finché, a metà del 1934, un evento smaschera il vero volto del Führer e del potere a Berlino, e la grande, nobile città agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un Tiergarten, l'enorme parco cittadino: il giardino delle bestie.