Libri di Ephraim Lessing Gotthold
Bibliografia di Ephraim Lessing Gotthold: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: Illuminismo
L'educazione del genere umano Lessing Gotthold Ephraim Ghisu S. (Cur.) Cherchi G. (Cur.) - Mimesis, 2018 - Biblioteca Di Filosofia Della Storia
Il grande filosofo illuminista Lessing riscrive in una parabola la storia della rivelazione biblica, dal Dio dell'Antico Testamento a Gesù Cristo, il Dio che si fa uomo. Una volta che la figura di Cristo ha mostrato, con il suo esempio, come ci si deve comportare e quali sono le verità che bisogna apprendere, ecco che l'uomo è avviato sulla strada della ragione e allora - dice Lessing, riprendendo la profezia del mistico medioevale Gioacchino da Fiore - verrà un terzo regno nel quale sia l'Antico sia il Nuovo Testamento saranno superati, non ci sarà più bisogno di religione, perché una sola sarà la religione, e sarà il regno della ragione - al quale però saremmo potuti giungere in virtù dei due pedagoghi che Dio ci ha messo a disposizione ovvero la legge mosaica e il cristianesimo. Per Lessing ciò che conta nella religione è la ragione e la convivenza pacifica.
Come gli antichi raffiguravano la morte Lessing Gotthold Ephraim - Abscondita, 2025 - Aesthetica
«La religione, la quale per prima ha rivelato all'uomo che anche la morte naturale è la conseguenza e lo scotto dei peccati, dovette accrescere a dismisura il terrore della morte. Ci sono stati filosofi che hanno ritenuto la vita una punizione, ma considerare la morte una punizione è un pensiero che, senza una rivelazione divina, non poteva assolutamente venire in mente a nessun uomo che solo avesse usato la propria ragione. Da questo punto di vista, dunque, sarebbe probabilmente stata la nostra religione ad avere allontanato dai confini dell'arte l'immagine serena della morte! Ma poiché proprio la stessa religione non ha voluto rivelarci quella terribile verità che potrebbe condurci alla disperazione, poiché anzi ci assicura che la morte degli uomini pii non può essere che dolce e consolatrice, non vedo cosa dovrebbe trattenere i nostri artisti dall'abbandonare l'orrido scheletro e riprendere quell'immagine più gradevole. La Scrittura parla spesso di un angelo della morte: e quale artista non preferirebbe rappresentare un angelo piuttosto che uno scheletro? Solo il fraintendimento della religione può allontanarci dal bello, e la prova della religione autentica, ossia correttamente intesa, si ha quando essa ci riconduce comunque al bello».