Libri di Jonathan Lethem
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Crazy friend. Io e Philip K. Dick Lethem Jonathan - Minimum Fax, 2017 - Filigrana
In questa raccolta di racconti e saggi, Jonathan Lethem rende omaggio a uno dei suoi ispiratori letterari, Philip K. Dick, il tormentato e geniale padre della fantascienza postmoderna. Tra gustosi racconti giovanili, curiosissimi ricordi personali, spunti critici seri e profondi, questo libro è un viaggio all'interno dell'ossessione letteraria di un grande scrittore nei confronti di un maestro. "Crazy Friend" è un ritratto penetrante e appassionato di Dick e della sua opera (da "Ubik" a "Cronache del dopobomba", da "Blade Runner" alle decine di racconti): una delizia per i suoi numerosi estimatori e una perfetta introduzione per i lettori che devono ancora scoprirlo.
Crazy friend. Io e Philip K. Dick Lethem Jonathan - Minimum Fax, 2011 - Filigrana
In questa raccolta di racconti e saggi, Jonathan Lethem rende omaggio a uno dei suoi ispiratori letterari, Philip K. Dick, il tormentato e geniale padre della fantascienza postmoderna. Tra gustosi racconti giovanili, curiosissimi ricordi personali, spunti critici seri e profondi, questo libro è un viaggio all'interno dell'ossessione letteraria di un grande scrittore nei confronti di un maestro. "Crazy Friend" è un ritratto penetrante e appassionato di Dick e della sua opera (da "Ubik" a "Cronache del dopobomba", da "Blade Runner" alle decine di racconti): una delizia per i suoi numerosi estimatori e una perfetta introduzione per i lettori che devono ancora scoprirlo.
L'estasi dell'influenza. Non-fiction, etc. Lethem Jonathan - Bompiani, 2013 - Overlook
Quale è il ruolo dello scrittore - se ha un ruolo - nella cultura contemporanea? Quello della termite o quello dell'elefante? La termite "procede incessantemente a mangiucchiare i suoi confini e, nella metà dei casi, lascia alle proprie spalle segni di un'alacre, industriosa e rudimentale attività". Gli elefanti bianchi si sentono "obbligati ad aggirarsi con fare autorevole, disdegnando ogni occasione di giocosità e distrazione, irrigidendosi in un encausto di spocchia nell'attesa che la giusta giovane termite, che aspira a essere elefante, cominci a sparare loro con un fucile da caccia grossa." Naturalmente i due modelli - la termite e l'elefante - possono sovrapporsi e incrociarsi, anche in uno stesso scrittore e persino nello stesso Jonathan Lethem. Ma non c'è dubbio che - nonostante qualche legittima aspirazione all'elefantismo bianco - Lethem in questa raccolta di saggi definita "una specie di autobiografia", - mostri una passione spiccata per il termitismo, senza celare una certa fascinazione per qualche sporadico elefante. Perché le termiti agiscono "là dove latita il riflettore della cultura"; "possono essere testardi, sciuponi, ostinatamente autoreferenziali, impegnati a fare arte in perdita senza curarsi di quel che ne viene". Ci sono tante passioni di Jonathan Lethem in questo libro: il cinema, la musica, la letteratura, naturalmente. E le pagine compongono un'autobiografia intellettuale che è anche la biografia della nostra cultura.