Libri di Emanuele Lombardini
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Unite, unite Europe. Come l'Eurovision Song Contest racconta l'Europa Lombardini Emanuele - Arcana, 2024 - Musica
Nato nel 1956 su ispirazione del Festival di Sanremo, l'Eurovision Song Contest ha sin dalla prima edizione raccontato l'Europa che cambia. Del resto, l'idea che stava alla base della sua nascita era proprio quella di rimettere insieme, attraverso la musica, l'intrattenimento e la televisione, i cocci di un continente dilaniato dalla guerra. Nel corso degli anni, l'Eurovision ha raccontato l'uso strumentale della musica da parte delle dittature, la fine di queste ultime e la transizione verso la democrazia, ma anche i sommovimenti sociali e politici, fino ai tanti conflitti sparsi per l'Europa. Un ruolo sociale e politico importante, certificato dal recente riconoscimento Changemaker Award come "catalizzatore del cambiamento sociale in un mondo frammentato, unendo i paesi d'Europa e oltre, nella loro ricerca di un sogno musicale". L'Eurovision incarna lo spirito dei tempi e la società che cambia e si evolve, nel segno dei diritti, dell'uguaglianza e dell'inclusione. Anche per questo recentemente alcune tv nazionali hanno scelto di escludersi, non condividendone più i valori. Nel mezzo, ci sono i grandi Paesi occidentali, quelli che i valori dell'Eurovision li interiorizzano da sempre e che invece devono pensare soprattutto alla musica, per non lasciarsi sopraffare. Il titolo del libro, "Unite Unite Europe", cita il coro di "Insieme: 1992" con cui Toto Cutugno vinse l'Eurovision 1990.
Say «na na na» to Europe. 15 volte s. Marino all'Eurovision Song Contest Lombardini Emanuele - Aiep Editore, 2025 - Grandi Manuali
Nel 2008 l'Eurovision Song Contest è ancora un oggetto misterioso per i Paesi di lingua e cultura italiana. L'Italia, intesa come Rai, è assente: parlare di Eurovision è ancora tabù e quei pochi che lo fanno hanno l'ordine non scritto di denigrare e sminuire la manifestazione. «L'Eurovision viene fatto ormai praticamente solo per la Germania, dove producono programmi completamente idioti», dirà Pippo Baudo per giustificare l'assenza dell'Italia dalla competizione. San Marino RTV invece, nell'Eurovision crede moltissimo. Michele Mangiafico, allora direttore dell'emittente, affida in mano il progetto a quello che poi diventerà lo storico capodelegazione, Alessandro Capicchioni. Il motore dell'operazione è però Giuseppe "Pino" Cesetti, allora direttore di Radio San Marino. «Già nel 2007 - racconta Cesetti al sito Eurofestival News - ascoltavo dei dischi che non passavano nel mainstream italiano e così cercando un po' in rete ho riscoperto l'Eurovision Song Contest. Il racconto suffragato da dati e immagini, analizza 15 anni di Eurovision Song Contest, un periodo che ha trasformato tale evento in uno dei più importanti al Mondo.