Libri di Paolo Lopane
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Lettere dal Ténéré Lopane Paolo - Falvision Editore, 2018 - Polychromos. Narrativa
"Il vero viaggio di scoperta", ha scritto Marcel Proust, "non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". Ma il viaggio è metafora dell'esistenza, e la sua vera scoperta, pare dirci il protagonista di questo splendido racconto, Adrien, necessita di ben altri occhi: gli occhi dello spirito: i soli che possano contemplare i panorami dell'anima e sondarne, intrepidi, gli abissi; guardare alle sue ombre e ritrovarne infine la Luce. Ricerca del proprio sé, che è ricerca del sé nell'altro, l'iniziatico viaggio di Adrien è innanzitutto un percorso di risveglio spirituale, un percorso di rigenerazione nel grembo oscuro di un'umanità dolente, smarrita, prigioniera dei propri asfittici orizzonti, dimentica delle proprie latitudini celesti; ma è, insieme, un viaggio ed un volo nuziale, una toccante storia d'amore che si snoda nel tempo e nello spazio e destinata a vivere oltre il tempo ed oltre lo spazio.
Insediamenti cavallereschi in Puglia. Templari, teutonici, ospitalieri Lopane Paolo - Besa Muci, 2015 - Entropie
Innervata dalle antiche strade romane e dotata di grandi porti che costituivano il naturale punto d'imbarco per le rotte commerciali levantine e per il passagium in Terrasanta, la Puglia era letteralmente avvinta dalla rete delle fondazioni cavalleresche. Edificate all'interno delle mura cittadine o ubicate extra moenia, nella forma, perlopiù, della grangia, il tipico insediamento rurale degli Ordini religiosi, le loro precettorie erano solitamente dotate di cappelle, armerie, magazzini, foresterie e quant'altro servisse all'adempimento dei propri compiti di polizia via ria e di presidio dei Luoghi Santi. Per secoli, il mantello crociato dei monaci-soldati si dispiegò protettivo sul mondo in marcia dei "viandanti di Dio", sui basolati delle strade romane, sui verdeggianti solchi delle antiche lame, ovunque scorresse la fiumana di uomini che nell'esperienza del pellegrinaggio, nel graduale conseguimento delle sue teppe, nelle sue emozionanti scoperte e nelle sue inevitabili prove, sofferenze e sacrifici, avvertivano oscuramente la parabola stessa dell'esistenza, del lungo e tormentato cammino verso il centro di se stessi. Non furono, però, solo uomini e merci a transitare in quei secoli sulle antiche strade di Puglia. Terra di frontiera o, piuttosto, ponte sospeso fra Oriente ed Occidente, le sue lastricate vie si fecero veicolo di scambi e sincretismi culturali le cui mirabili tracce, scolpite nella pietra, continuano a sfidare i secoli e le incurie della memoria.