Libri di Stefano Loparco
Bibliografia di Stefano Loparco: tutti i libri in vendita online Cinema, film
Paolo Sorrentino. Via caldieri, 66. Lavori giovanili e cortometraggi Loparco Stefano - Il Foglio Letterario Edizioni, 2024 - Cinema
Così c'è tutto: i cortometraggi del futuro premio Oscar e quelli del cerchio cinefilo a cui, in virtù dell'amicizia, ha partecipato; mai in via defilata o compromissoria, tuttavia. C'è anche Napoli, il Vomero e il Centro Culturale Giovanile di Via Caldieri, 66 - qualche stanza, la sala proiezioni e i bagni, attraverso una ripida scaletta, giù nella pancia del palazzo -, epicentro di umanità cinefile, talvolta teatro dell'azione filmica e macchina dei sogni per larga parte dei protagonisti del libro. Con: Luoghi comuni (1990) - insieme a Stefano Russo e Ivan Cotroneo -, Dragoncelli di fuoco (1994), Un paradiso (1994) - con Stefano Russo -, L'amore non ha confini (1998), La notte lunga (2001), La partita lenta (2009), La fortuna - Rio, eu te amo (2014) e Voyage au bout de la nuit - Homemade (2020) a firma Paolo Sorrentino; Sventramento (1995) di Stefano Russo; Aromolè - L'infinito (1994), Fumetto (1996) di Gianluca Jodice, ultimo capitolo di un cinema immaginario nel segno del deforme, del surreale e dell'iperbolico e in nome di un cinema napoletano che - con Dragoncelli di fuoco - avrebbe potuto essere. Ma non è stato.
Klaus Kinski. Del Paganini e dei capricci Loparco Stefano - Il Foglio Letterario Edizioni, 2015 - Cinema
Stefano Loparco continua nell'opera di riscoperta di alcuni tra i più controversi e affascinanti protagonisti del cinema. Dopo "Il Corpo dei Settanta. Il corpo, l'immagine e la maschera di Edwige Fenech", "Gualtiero Jacopetti. Graffi sul mondo" è la volta di "Klaus Kinski. Del Paganini e dei capricci". Il libro racconta la travagliata genesi di "Kinski Paganini", film a sfondo autobiografico del 1987 con cui Klaus Kinski, nelle intenzioni, avrebbe mostrato al mondo intero il suo genio abbacinante. Ostracizzato dalla critica, respinto dai distributori e sconosciuto al grande pubblico, il Paganini di Kinski - qui alla sua unica regia e ultima prova cinematografica fu invece un flop e interruppe, di fatto, la quarantennale carriera dell'attore. Da allora la pellicola giace sepolta tra le frattaglie della settima arte a imperitura memoria della follia del suo eccentrico autore.
Addio zio Tom di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi Loparco Stefano - Gremese Editore, 2019 - I Cult Del Grande Cinema Popolare
Controverso. Bistrattato. Dibattuto. Condannato. Osannato oltreoceano e disprezzato in Italia, "Addio zio Tom" è stato manomesso a più riprese, censurato e rimontato, fino a diventare il simbolo del processo di damnatio memoriae che ha investito Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi e i loro mondo movies, documentari shock sulle brutture e le ingiustizie del mondo. Girata tra gli Stati Uniti e Haiti - per concessione del dittatore Francois Duvalier la quinta pellicola del duo ripercorre senza remore estetiche né contenutistiche la storia della schiavitù a stelle e strisce, sfidando ripetutamente il moralismo e il perbenismo imperanti nel Belpaese (e non solo) dell'epoca. Ricostruzione di una lavorazione pluriennale e di vicissitudini critico-censorie mai viste prima, né dopo, nella Storia del cinema italiano, il volume ripercorre - con il giusto equilibrio tra agiografia e condanna - la genesi, i contenuti e il destino di questo oggetto filmico di straordinaria importanza storiografica, avvalendosi delle testimonianze dirette e dei materiali fotografici di chi vi prese parte in prima linea.