Libri di Francesco Maccio
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L'oscuro di ogni sostanza Macciò Francesco - La Vita Felice, 2017 - Le Voci Italiane
"Si comunica, mediante i versi, costruendo un messaggio che si discosta da quello strettamente emotivo o rigorosamente referenziale, integrando in un particolare discorso, quello della poesia, dati dell'esperienza e strumentazione tecnica, da intendersi come accompagnamento e sostegno sintattico, metrico, retorico. E per questa via, ardua e spesso impervia a praticarsi ma necessaria per discostarsi dall'agevole cammino della superficialità, che la poesia afferma il suo riscontro di autonomia e il suo statuto di originalità: quei requisiti peculiari che consentono, in definitiva, di accedere all'essenza del reale, all'«oscuro di ogni sostanza», come indica il bel titolo del bel libro di poesie di Francesco Macciò. [...] Là dove l'iniziativa poetica si fa più personalizzata, con riscontri mutuati dall'esperienza e collocati nella oggettiva nominazione toponomastica, le categorie universali fanno sentire il loro più intenso respiro: a ribadire la persuasione che, comunque lo si declini e comunque lo si orienti (nel lampo memoriale, nella vigilanza del fenomenico, nella dinamica degli affetti, nella problematicità rinserrata entro l'«oscuro di ogni sostanza») è il materiale dell'esistenza, è il nutrimento dell'esperienza a porsi a fondamento della poesia e a legittimarne la necessità." (Dalla Prefazione di Luigi Surdich)
L'ombra che intorno riunisce le cose Macciò Francesco - Manni, 2006 - Pretesti
L'ombra che intorno riunisce le cose - Manni
Abitare l'attesa Macciò Francesco - La Vita Felice, 2011 - Sguardi
"La poesia di Macciò è particolarmente interessante e originale nel panorama letterario italiano, non ravvicinabile facilmente ad alcuna corrente letteraria diffusa, ma capace di stagliarsi al suo interno, sia per acutezza di visione, sia per precisione linguistica, e finire così per chiedere a noi lettori un vero ascolto, in quanto questa poesia sa svelare il degrado, ma senza alcun gusto dell'orrido, né alcuna resa al minimalismo, e sa anche dirci che dietro e dentro le cose c'è "qualcosa" che pare perduto tra le pieghe della vita quotidiana, ma che pure... perduto non è e va evocato, nominato, ricordato in poesia." (Dalla prefazione di Gabriela Fantato)