Libri di Giuseppe Manfridi
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Tra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff Manfridi Giuseppe - Tea, 2022 - Tea Varia
Un grande campione, un atleta rispettato e ammirato, una carriera inimitabile raccontata con passione e partecipazione Grande campione, atleta esemplare e rispettato, che ha trasformato il ruolo più misterioso del gioco del calcio in una filosofia di vita, volto serio stampato nella memoria di tanti tifosi, uomo di pochissime e misurate parole, ma capace di gesti anche molto eloquenti, sul campo e fuori, Dino Zoff (classe 1942) è il più grande portiere della storia del calcio italiano, se non «il più grande portiere di tutti i tempi», come ebbe a dire una volta Trapattoni. Le sue origini friulane, profonde, i centimetri di statura che non aumentavano e i primi provini; la provincia (Udinese e Mantova) e poi Napoli; l'approdo alla Juventus e una striscia brillante di vittorie; a ancora la maglia azzurra e, su tutto, il capolavoro: l'epica vittoria dei Mondiali di Spagna nel 1982: una carriera inimitabile, costellata di record tuttora imbattuti, e una vita eccezionale, ma vissuta come se fosse normalissima, scorrono appassionanti nelle pagine ricche, sentite, precise di questo libro frutto di lunghe ricerche e di numerose conversazioni.
Fra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff Manfridi Giuseppe - Limina, 2011 - Storie E Miti
Sistemandosi lì, tra i legni, Dino Zoff si è consegnato a un altro sport, a un'altra disciplina. Il modo da lui scelto per partecipare al gioco è equivalso alla predilezione di un punto di vista, che è quello di chi osservi l'evolvere del mondo dalla feritoia di un mondo a parte. Stando col gruppo, ma in fondo da solo. Giocare in porta è come guardare dal di fuori il calcio, non solo la partita.È un difendersi da essa, che a tratti ti viene incontro come un vento che s'accorge di te e ti chiama in causa. La realtà che appare. Il film che si stacca dallo schermo e invade la platea. Il mostro che minaccia di fuoriuscire dai criteri del sogno in cui sta. Tu contro la partita, non solo contro l'attaccante che minaccia il tiro... Tu addirittura contro i tuoi difensori, che possono rivelarsi più nefasti degli avversari, meglio saperlo e mai fidarsi troppo. Neppure di loro. C'è la discrezione di una garbata misantropia in tutto ciò. Altri potrebbero chiamarlo ritegno. Troppo facile. E casomai pensosità. Per il giovane Zoff è lo stato di allerta di chi scruti il daffare in campo come un contadino che tenga sotto controllo lo stato dei suoi campi.