Libri di Salvatore Mannuzzu
Bibliografia di Salvatore Mannuzzu: tutti i libri in vendita online Saggistica
Testamenti: Lettere a una monaca-Altre procedure Mannuzzu Salvatore - Il Maestrale, 2017 - Narrativa
Sotto il titolo complessivo di Testamenti si raccolgono le due serie di scritti di Mannuzzu in origine comparse settimanalmente sul quotidiano Avvenire. Nella prima, alla finzione delle lettere indirizzate a una vecchia monaca benedettina si affida una confessione pervasa di un sentimento della fine da cui scaturisce un bilancio esistenziale individuale ma proiettato su una dimensione globale. «Verbali» esistenziali di un ottuagenario quelli inseriti nella seconda serie Altre procedure. Emerge pagina dopo pagina la dote di impostare nella brevità discorsiva problemi storici attuali di grande ampiezza (consumismo, mercificazione, globalizzazione, il fallimento della politica), intrecciandoli con i temi eterni della sofferenza, della disuguaglianza, del rapporto col divino, e innervandoli dei valori della solidarietà, dell'etica, della responsabilità. Colloqui e soliloqui provocano nel lettore riflessioni e pongono interrogativi grazie a uno stile incisivo e al tempo stesso dilemmatico, dove il rapporto con la fede diviene una «lotta con Dio». Il breviario d'inizio millennio di un originale umanesimo cristiano, da leggere nel suo fluire narrativo o da meditare per singole pagine.
Cenere e ghiaccio. Undici prove di resistenza Mannuzzu Salvatore - Edizioni Dell'asino, 2009 - Piccola Biblioteca Morale
I temi centrali dell'esistenza dell'etica, del rapporto con gli altri, con la storia, col sacro. Salvatore Mannuzzu, forse il maggiore dei nostri scrittori, autore di romanzi esigenti e coinvolgenti, è anche studioso e saggista di vera maturità. Che ci parli di Giobbe o di Granisci, di Anna Frank o del Verdoux di Chaplin, di Don Chisciotte o di Don Giovanni, di una scrittrice amica come Natalia Ginzburg o di un filosofo maestro come Antonio Pigliaru, di Sardegna o di Italia o di Mondo, egli scava nella umana fragilità e nella fatica del vivere con pazienza e rigore, secondo la metafora dell'esploratore Nansen "che si lasciò imprigionare dai ghiacci", disse Gramsci, "e per tre anni e mezzo la sua nave si mosse solo in quanto si spostavano, lentissimamente, i ghiacci", e solo così riuscì a raggiungere il Polo.