Libri di Philip Mansel
Bibliografia di Philip Mansel: tutti i libri in vendita online Medio Oriente
Aleppo. Ascesa e caduta della città commerciale siriana Mansel Philip - Leg Edizioni, 2017
«Le città possiedono una dinamica propria. La geografia, ['economia e la cultura le aiutano a sfidare le forze delle nazionalità e delle religioni. I legami della vita quotidiana possono risultare più potenti dei dettami delle sette e degli Stati. Gli abitanti hanno bisogno gli uni degli altri, altrimenti non vivrebbero nella stessa città. Per molti la città rappresenta la loro identità primaria. Aleppo, in particolare, era una città con un ritmo tutto suo, che sfidava le categorizzazioni e le generalizzazioni. A metà strada tra il deserto e il mare, le montagne dell'Anatolia e le rive dell'Eufrate, era a un tempo araba e turca, curda e armena; cristiana, musulmana ed ebrea. Città arabofona a maggioranza musulmana, sotto il dominio ottomano Aleppo divenne anche un centro di cultura francese e di missioni cattoliche. Al pari di molti altri luoghi della regione, mescolava Oriente e Occidente, islam e cristianesimo. Fino al 2012 Aleppo si distingueva per il suo carattere pacifico. Per 500 anni, indipendentemente dalla loro origine, i suoi abitanti avevano convissuto in un'armonia relativa. Le ragioni di questa antica armonia e dell'attuale cataclisma sono il soggetto di questo libro». Le pagine di Philip Mansel rendono palpabile il fascino di una città unica al mondo, fondendo in un insieme vivace storia politica e religioni, gastronomia e moda, letteratura ed economia. Dopo una prima parte dedicata alla storia della città, l'autore cede la parola ai viaggiatori degli ultimi secoli, in una panoramica narrativa che è un invito a non dimenticare Aleppo anche in questo tempo diff
Levante. Smirne, Alessandria, Beirut: splendore e catastrofe nel Mediterraneo Mansel Philip - Mondadori, 2016 - Le Scie
Che cosa hanno in comune lo storico marxista Eric Hobsbawm, il poeta Konstantinos Kavafis, il vice Führer Rudolf Hess e il futurista Filippo Tommaso Marinetti? Nulla, se non il fatto di essere nati ad Alessandria, la città più cosmopolita dell'Egitto. Un mondo a parte, un crogiolo di lingue, etnie e culture, dov'era possibile leggere gli ultimi romanzi pubblicati a Londra e Parigi, organizzare mostre di artisti di fama internazionale o mettere insieme collezioni archeologiche dal valore inestimabile. E, soprattutto, passare da un'identità a un'altra, da una lingua all'altra, liberandosi dai vincoli delle nazionalità e delle confessioni. Alessandria, la regina del Mediterraneo, ma non solo. Smirne, Salonicco, Beirut, città globali prima della globalizzazione, esempi aurorali delle città miste che caratterizzano il mondo contemporaneo. In una parola, il Levante: luogo d'incontro tra Oriente e Occidente, di dialogo e di confronto tra cristianesimo e Islam, ma anche di violenze laceranti, di genocidi e pogrom perpetrati in nome del nazionalismo o del fanatismo religioso. Se "multiculturalismo", "assimilazione" e "integrazione" sono parole che spesso in modo astratto scandiscono da anni l'agenda del dibattito politico, c'è stato un tempo in cui esse testimoniavano di realtà concrete, tangibili, fatte di scambi e compromessi, di convivenza e di tolleranza, per quanto fragili e difficili da conservare.