Libri di Raffaele Mantegazza
Bibliografia di Raffaele Mantegazza: tutti i libri in vendita online Storia
Prossime uscite di Raffaele Mantegazza
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
Elogio dell'Italia. Meticcia, aperta, inclusiva, plurale, anarchica, ironica e tanto altro Mantegazza Raffaele - Fefè Editore, 2024 - Gli Elogi
Le penisole sono "quasi persone più o meno coscienti di sé" (Fernand Braudel): fedele a questa idea, Raffaele Mantegazza scrive un Elogio dell'Italia (penisola per antonomasia) che ha il sapore del riscatto. Da mistiche del sangue e della purezza e da costruzioni mitologiche che tanti danni hanno fatto e continuano a fare. "L'italicità non è una semplice identità italiana; è ubiqua, pervasiva, globale e locale al medesimo tempo" (Piero Bassetti): fedele anche a questa idea, Mantegazza individua l'Italia come uno "spazio lavorato": geografico, storico, culturale e, dopo Dante, anche linguistico. La descrive con l'aiuto di opere d'arte e riferimenti letterari, musicali, poetici. La elogia cogliendo quello snodo di contraddizioni e di dialettiche che fa dell'Italia un modo di pensare e di sentire il mondo prima che una Nazione.
The smell of smoke. Auschwitz and the pedagogy of annihilation Mantegazza Raffaele - Ipoc, 2008 - Pedagogia
The smell of smoke. Auschwitz and the pedagogy of annihilation - Ipoc
L'odore del fumo. Auschwitz e la pedagogia dell'annientamento Mantegazza Raffaele - Città Aperta, 2001 - Saggi
I deportati e le deportate nei campi di sterminio nazisti ci presentano la Shoà come l'indicibile per eccellenza del XX secolo, come l'avvenimento che, più di ogni altro nella storia, sfugge ai tentativi di spiegazione e di razionalizzazione. Questo libro vuole riflettere su quell'evento, soprattutto con attenzione a coloro che sono nati nel mondo dopo Auschwitz. L'autore ricostruisce la specifica pedagogia dell'annientamento che costituisce la vera e originale creazione nazista. Egli presenta il lager come dispositivo pedagogico che, oltre a distruggere l'individuo, lo mette nelle condizioni di provvedere da se stesso alla propria liquidazione.