Libri di Franco Manzi
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Melchisedek e l'angelologia nell'Epistola agli ebrei e a Qumran Manzi Franco - Pontificio Istituto Biblico, 1997 - Analecta Biblica
La scoperta, nella grotta XI di Qumran, di un lungo frammento che mette in scena un personaggio chiamato "Malkì sedeq" ha provocato un confronto con l'Epistola agli Ebrei, la quale attribuisce a Cristo il sacerdozio "secondo l'ordine sacerdotale di Melchisedek". Ne sono derivate affermazioni di dipendenza diretta. In se stessa, l'idea di una dipendenza diretta non è assurda. Se fosse dimostrata vera, sarebbe d'aiuto per un'interpretazione più comprensiva dell'Epistola agli Ebrei. Nella presente opera un gran numero di schemi e specchietti mette in rilievo le constatazioni fatte e le conclusioni raggiunte. Viene dimostrato che non è giustificata la tendenza a confondere le prospettive malkìsedeqiane dei diversi scritti di Qumran. Non è corretto parlare in modo generico della figura di Malkì sedeq a Qumran, perché vi si trovano diverse figure con tratti nettamente differenti. Un'altra osservazione importante è che, messo da parte l'Apocrifo della Genesi, che segue da vicino il testo della Bibbia, i testi qumranici non fanno riferimento esplicito ne al racconto della Genesi ne all'oracolo del Salmo 110. Il suggerimento più interessante della presente ricerca consiste nell'interpretare le due parole "Malkì sedeq" nel testo della grotta XI come un titolo applicato a Dio stesso. Quanto ai rapporti tra l'Epistola agli Ebrei e i testi malkìsedeqiani di Qumran, un'indagine dimostra differenze considerevoli.
Paolo, apostolo del risorto. Sifdando le crisi a Corinto Manzi Franco - San Paolo Edizioni, 2008 - Parola Di Dio. Seconda Serie
Uno studio critico della Prima Lettera ai Corinzi di Paolo dal quale traspare nitidamente come egli abbia fondato la comunità cristiana di Corinto sulla fede in Cristo crocifisso (prima parte) e risorto (terza parte), sulla carità che il suo Spirito infonde nei credenti per l'edificazione della Chiesa (seconda parte) e sulla speranza nella risurrezione universale con Cristo stesso (quarta parte). Di particolar interesse il concetto di "immedesimazione" presente nella lettera: credendo nel Signore crocifisso e risorto, che gli si è rivelato sulla via di Damasco, l'apostolo si è progressivamente "immedesimato" con lui, tanto da poter affermare con sincerità: "Non sono più i che vivo, ma è Cristo che vive in me!" (Gal 2,20).
Melchisedek e l'angelologia nell'Epistola agli ebrei e a Qumran Manzi Franco - Las, 2026
Il volume presenta la figura misteriosa di Melchisedek, che nella Genesi compare dal nulla e nel nulla scompare, non prima di aver benedetto Abramo. Nel resto dell'Antico Testamento Melchisedek riaffiora solo nel Salmo 110. Destano dunque vivo interesse le riflessioni fiorite su questo personaggio in due ambiti letterari diversi, ma entrambi radicati nel contesto socio-religioso giudaico del II secolo a.C. - I secolo d.C.: la Lettera agli Ebrei, un'opera omiletica del Nuovo Testamento, e quattro manoscritti rinvenuti nelle grotte della comunità giudaica di Qumran. Su questa figura anticotestamentaria la Lettera agli Ebrei manifesta qualche dipendenza da tali manoscritti? Per rispondere a tale domanda, l'Autore conduce un'analisi comparativa dei testi. Così, su un versante, individua nel personaggio qumranico tre identità eterogenee: un uomo, un arcangelo e Dio stesso, denominato Malkîsedeq, cioè «Re di Giustizia». Sull'altro, evidenzia l'originalità della Lettera agli Ebrei, che proclama Cristo «sommo sacerdote per sempre secondo l'ordine di Melchisedek».