Libri di Valentina Marchesi
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Eugenio Montale critico letterario Marchesi Valentina - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2013 - Temi E Testi
Il volume si propone di offrire un profilo della produzione di Eugenio Montale (1896-1981) come critico letterario, a partire dai suoi esordi sulle riviste di Torino, Genova e Milano, nella prima metà degli Anni Venti, sino all'attività di lungo corso nella redazione milanese del "Corriere della Sera" a partire dal 1948. Nel panorama di studi su Montale manca ad oggi infatti un profilo dell'autore come critico. Vengono pertanto proposte alcune ipotesi relative ai rapporti tra poesia e prosa monta liane: rielaborazioni parallele in prosa e in poesia di esperienze esistenziali, occasioni culturali, epifanie di interlocutori (Benedetto Croce, Ernest Hemingway, Roberto Bazlen) che diventano, nel processo di scrittura, microcosmi di sperimentazione stilistica e di un discorso autobiografico, che emerge con carsica discrezione dal fluire delle pagine, consentendo a Montale di suggerire, dietro la diversità dei generi letterari e delle mansioni (il celeberrimo "secondo mestiere", ancora citato nel discorso per il Premio Nobel nel 1975), l'unità della propria esperienza di uomo di cultura.
Variazioni seicentesche. L'idea di tradizione tra Rinascimento e Barocco Marchesi Valentina - Limina Mentis, 2013 - Cervo Volante
I quattro capitoli, o aggregati di ipotesi, che compongono questo volume illuminano angolature problematiche della nostra letteratura; questioni alluse e, talvolta, non risolte per via analitica ma dispiegate nella complessità di aspetti che coinvolgono. La scelta di segmenti temporali ben definiti, ma di durata relativamente apprezzabile, disegna un discorso che, nella sua sotterranea continuità, s'intende esposto per episodi indipendenti, accomunati però da uno spunto problematico di fondo: la riflessione intorno a un'idea di tradizione e, insieme, alla costruzione (o ricostruzione) di una storia della letteratura italiana, indipendentemente dal fatto che a essa possa essere ascritta una reale cittadinanza nella cosiddetta storia della storiografia, e nelle opere che la animano. Sia che venga inteso come istanza creatrice di simboli, sia che rappresenti una situazione contingente dell'arte poi ciclicamente declinata, il barocco diventa ancora nel Novecento motivo di riflessione, al pari di altre categorie: ma l'affinità - trovata, non cercata - con i modi espressivi della poesia contemporanea suggerisce una rivisitazione e un arricchimento della nozione di classico.