Libri di Marta Marchetti
Bibliografia di Marta Marchetti: tutti i libri in vendita online Lingue romanze, italiche e reto-romanze
Camus e Dostoevskij. Il romanzo sulla scena Marchetti Marta - Bulzoni, 2007 - Biblioteca Di Cultura
Théâtre de l'Equipe, Algeri 1938; Théâtre Antoine, Parigi 1959. Due date incorniciano il fitto dialogo tra Camus e Dostoevskij, che inizia quando a 25 anni Camus interpretava Ivan Karamazov nell'adattamento di Jacques Copeau e che si completa con la messinscena dei Demoni. Se una lettura in movimento è un punto di partenza per l'aspirante scrittore, la creazione di un testo in azione diventa un'inafferrabile sfida per Camus. Eppure la questione dell'influenza è sempre un problema delicato da trattare perché non si sa dove comincia né dove finisce. È vero infatti che al di fuori dalla finzione del teatro, gli echi dostoevskijani si confondono in tutta l'opera di Camus e risuonano all'infinito come i segni di un mito antico: allora per catturarne il senso, senza arrestarne il dinamico movimento, occorre proprio tornare al teatro, luogo di verità per Camus per i limiti materiali e morali che impone. Alla base di questo libro c'è l'intenzione di rileggere in una prospettiva teatrale il rapporto tra i due scrittori, per mostrare che ciò che Camus amava in Dostoevskij era quel materiale paradossale, ibrido, informe, ricco di un'infinità di voci e di volti, di luci, suoni, silenzi, gesti e movimenti. Il libro si avvale di una sezione documentaria che include, oltre al materiale iconografico, quattro testi di Camus mai tradotti in italiano, tra cui uno ancora inedito in Francia.
Guardare il romanzo. Luca Ronconi e la parola in scena Marchetti Marta - Rubbettino, 2016 - Università
Luca Ronconi amava ripetere che tutto può diventare teatro. Anche un romanzo naturalmente. Le edizioni teatrali di opere come Il Pasticciaccio (1996) o I fratelli Karamazov (1998), fino ai più recenti allestimenti dei romanzi di H. James e W. Gombrowicz, sono l'esempio concreto di un teatro non solo capace di teatralizzare la letteratura ma anche desideroso di ridefinire i confini del proprio sguardo. Non ci sono adattamenti né riscritture alla base di questi lavori ma una profonda ricerca in cui regista, attore e spettatore si trovano costretti a ripetere in maniera del tutto nuova l'esperienza estetica della lettura di un libro. Guardare il romanzo diventa un esercizio intellettuale e un ulteriore passo avanti nel costante tentativo di Ronconi di indagare il teatro.