Libri di Cur Marinelli
Bibliografia di Cur Marinelli: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Eredità e memorie del Sessantotto italiano. Atti del Convegno (Perugia, 25-26 ottobre 2018) Marinelli V. (Cur.) - Editoriale Umbra, 2019 - Studi E Ricerche
Questa pubblicazione nasce da un convegno di studi che si è tenuto all'Università di Perugia presso il Dipartimento di Lettere - Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne. Ai relatori è stato chiesto di intervenire, ognuno per il rispettivo campo di competenza, sulle eredità odierne e attuali del Sessantotto. E' opinione comune che le rivoluzioni dell'età moderna abbiano perso; più precisamente, che le loro sfide storiche siano state sconfitte o da intrinseche contraddizioni o da un concorso di fattori endogeni ed esogeni. Tuttavia, queste hanno comunque lasciato dei segni, delle eredità anche profonde sul piano sociale, politico, culturale, giuridico, economico. Il Sessantotto non è stata una rivoluzione nel senso classico del termine; al limite lo si può definire una rivoluzione sognata e mai compiuta. Al pari delle rivoluzioni moderne - realizzate e tradite o tentate e fallite -, il '68 ha però lasciato su una molteplicità di contesti tracce evidenti, ritagliandosi uno spazio duraturo nella categoria dei miti fondativi che connotano la storia dei popoli.
Il vuoto a sinistra. Per un dibattito sulla cultura politica Marinelli V. (Cur.) - Morlacchi, 2025
Nessuno ha mai creduto di poter colmare il "vuoto" della sinistra pubblicando un libro. L'idea è che il libro possa servire a denunciare e comprendere parzialmente i contorni e i significati di quel "vuoto" - reale o presunto - percepito sovente con disagio in molti settori dell'elettorato progressista. Tramite il gioco del "vuoto" e del "pieno", si è tentato perciò di mettere in luce i mutamenti dell'approccio interpretativo adottato dalle variegate culture della sinistra sia nei confronti delle generali trasformazioni economiche e sociali avvenute a cavallo tra il XX e il XXI secolo, sia, più precisamente, nei confronti di questioni da sempre dirimenti e determinanti per questa parte politica. Questioni - ad esempio - come il lavoro, i diritti sociali o la pace rappresentano invero elementi distintivi di quelle culture politiche che storicamente alla sinistra si sono richiamate e continuano a richiamarsi. Il "vuoto" diventa allora il perno di un dispositivo argomentativo, una sorta di pretesto per riflettere sui cedimenti, sulle antinomie, sulle problematicità e le lacune della sinistra italiana contemporanea.