Libri di Luigi Martellini
Bibliografia di Luigi Martellini: tutti i libri in vendita online Lingue indo-europee
Curzio Malaparte (1898-1957). Una sofferta scrittura dentro la storia. Atti del seminario (Panzano, ottobre 2007) Martellini Luigi - Città Ideale, 2011
Si tratta degli atti del seminario che si è tenuto a Panzano in Chianti nell`ottobre 2007, a 50 anni dalla morte di Malaparte. Curzio Malaparte fu giornalista, scrittore, regista, soggettista; fu volontario nella Prima Guerra Mondiale poi si alleò col fascismo, con gli Americani, con i comunisti e infine si convertì al Cattolicesimo. Una figura difficilmente inquadrabile, quindi, perché sostanzialmente resta un anarchico a caccia di avventure. Proprio questa inquietudine, questa affermazione continua in tutti i movimenti culturali e politici del suo tempo ne fanno un personaggio unico moderno, troppo a lungo ignorato dagli studi letterari.
Le «prospettive» di Malaparte Martellini Luigi - Edizioni Scientifiche Italiane, 2014
È possibile affermare che in una rivista, più che in un libro, la parte viva della cultura, della letteratura, della politica, ha avuto un punto di riferimento, lo spazio dove esprimersi, pagine per veicolare idee, animare confronti e polemiche, costruire dibattiti. Fare una ricognizione di questo substrato estetico-ideologico vuol dire riportare alla luce la vita intellettuale e letteraria di un'epoca, di un momento della storia, per comprenderne i significati e rileggere il background dei fenomeni culturali di un periodo sociale. Nel volume sono raccolte le schede dell'indice ragionato della rivista "Prospettive": nel loro contenuto è registrato ciò che è apparso durante i sette anni di vita (1937-1943) nella fase finale del fascismo e in piena seconda guerra mondiale.
Altri labirinti. Percorsi negli spazi letterari Martellini Luigi - Sette Città, 2015 - Biblioteca
La religiosità di Monti, la filosofia di Leopardi, la poesia-chimera del visionario Campana, l'archetipo di Cardarelli, l'importanza di un Tommaseo per Pasolini, il fuoco notturno di Pavese, le specificità letterarie di Calvino, la mortale solitudine di Stuparich, il futurismo di Giuseppe Ungaretti, l'antica rimembranza perduta di Bonaventura Tecchi, il mondo arcaico-mitico di Alvaro, i "vinti" dimenticati di Alianello... accanto ai viaggi di carta di un Montale "fuori di casa", le visioni di Serao, le dimore e i luoghi di morte di Malaparte, il deserto e la sabbia di Ungaretti, l'Italia marina di Pasolini... fino alle briciole (in prosa e in poesia) sul magico surrealismo di Antonio Delfini, il "tarlo" fantasma di Primo Levi, la fragile felicità di Montale, la vuota indifferenza di Sereni, rappresentano lo spazio letterario, nei cui labirinti, tra parti minime e percorsi inaccessibili, si muove colui che legge, perché quello della letteratura è sempre un discorso su un destino che ci riguarda, in quanto "lo scrittore è colui che scrive per poter morire ed è colui che trae il suo potere di scrivere da una relazione anticipata con la morte".