Libri di Luigi Mascheroni
Bibliografia di Luigi Mascheroni: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge) Mascheroni Luigi - Oligo, 2021
Un pamphlet che desacralizza l'oggetto libro, ne smitizza l'aura miracolosa e ne ridimensiona la missione salvifica di cui è stato caricato, soprattutto da chi i libri li ignora. Niente è più dannoso al libro che innalzarlo sugli altari, mentre serve gettarlo in mezzo alla piazza così che sia letto o scartato perché, come ha scritto Schopenhauer, «Per ogni libro degno di essere letto c'è una grande quantità di carta straccia». I libri non rendono le persone migliori: non c'è casta come quella degli intellos più percorsa da invidie, gelosie, rivalità, egoismi, ipocrisia, disonestà intellettuale. Leggere non deve essere un imperativo - lo ha già detto meglio di tutti Pennac - né di legge né morale. E non tutti i libri sono intoccabili. La sacralità del testo deriva solamente da ciò che la singola opera sa comunicare e meritarsi nel corso del tempo: ecco perché un classico non è paragonabile al bestseller di una stagione.
Elogio del plagio. Storia, tra scandali e processi, della sottile arte di copiare da Marziale al web Mascheroni Luigi - Aragno, 2015
Chi ha detto che il plagio è un delitto? La scrittura, come la pittura, il cinema, la musica, da sempre si nutre di ispirazioni, prestiti e contaminazioni. Dagli antichi ai postmoderni, tra scandali, accuse, processi, casi editoriali e polemiche giornalistiche, quella del plagio è una lunga storia di echi, calchi, scopiazzature, "citazioni". Dagli autori classici alla narrativa di consumo, dai premi Nobel ai bestselleristi, dagli accademici alle grandi penne, dai romanzieri di culto a quelli di moda, tutti in qualche modo "copiano": alcuni in maniera elegante, altri spudoratamente. Ma è davvero un crimine? Il plagio, quando non è puro copia-e-incolla ma rielaborazione creativa di un "originale", può sortire effetti artistici sorprendenti. Catullo si ispirò alla vena poetica di Saffo, La Fontaine lesse molto bene Esopo, Molière usò un po' troppo disinvoltamente Plauto. E poi ci sono Charles Dickens, Bertolt Brecht, Stephen King... E da noi? Emilio Salgari plagiò per denaro, Luigi Pirandello per andare in fretta in cattedra, Enzo Siciliano per "distrazione", Susanna Tamaro senza accorgersene, Melania Mazzucco "per caso"... Insomma, dal copiare non si salva nessuno, o quasi. Del resto, senza il plagio la letteratura sarebbe molto più povera, e il giornalismo non esisterebbe neppure. Perché, come diceva quel tale che sul tema era molto ferrato, "i veri geni copiano".