Libri di Anna Mastromarino
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Belgio Mastromarino Anna - Il Mulino, 2012 - Si Governano Così
Cuore geografico e non solo dell'Europa, il Belgio rappresenta un vivace laboratorio di sperimentazione costituzionale, dove si coniugano, in una complessa formula federale, decentramento, unità e multinazionalismo. Stretto fra tensioni etnolinguistiche e instabilità politica, causa di periodici stalli istituzionali, il Belgio ha saputo fare del compromesso il proprio motore propulsivo al fine di mantenere un equilibrio istituzionale assai instabile. La forte identificazione con l'Europa ha reso relativamente indolore la "disaggregazione" che lo ha portato nel 1993 da stato unitario a stato federale potendo appunto contare sulla dimensione comunitaria come fattore di tenuta e contenimento. Da allora si è aperto un cantiere istituzionale vólto a escogitare misure, talvolta anche originali, per favorire la convivenza tra le due comunità linguistiche. Dalle elezioni del giugno 2010 il separatismo fiammingo si è tuttavia molto radicalizzato al punto che si parla di "evaporazione" del Belgio.
Stato e memoria. Studio di diritto comparato Mastromarino Anna - Franco Angeli, 2018 - Studi Di Diritto Pubblico
A volte sono le memorie a farsi "luogo", a volte è il luogo stesso a costituire di per sé una "memoria". Capita, infatti, che vi siano paesaggi profondamente modificati dalla mano dell'uomo, desideroso di fossilizzare, tra le pieghe del terreno, il ricordo di un evento o di un personaggio, sino a trasformare lo spazio in luogo; a volte, invece, è la forza evocativa di un luogo a essere talmente incontrastabile da imporre una memoria, al di là di ogni resistenza. Fare memoria, in particolare a livello istituzionale, presuppone uno sguardo al passato che sia teso al futuro in ottica integrativa. Ne consegue che non ogni semplice azione di recupero rappresenta di per sé un atto idoneo a "fare memoria". Un conto è limitarsi a rilevare il mero dato di fatto dello scorrere del tempo; altro è assegnare a eventi del passato un significato avendo la pretesa di una progettualità sociale. Le pratiche memoriali in ambito pubblico rappresentano prima di tutto un'equa alleanza delle istituzioni tra il ricordo e l'oblio e costituiscono di per sé un atto politico. In questo senso il dovere di memoria, le scelte relative al se, cosa e come ricordare non preesistono alle decisioni politiche vincolandole; vincolano le scelte politiche perché sono esse stesse il frutto di una decisione rispetto al futuro identitario di una comunità che non può prescindere da un progetto di pacificazione con il passato.